Altri tre vittime sul Rosa



INCIDENTI IN MONTAGNA/RECUPERATI IERI I CORPI DI DUE TEDESCHI E UN OLANDESE



AOSTA. Dopo le tre vittime di domenica, si aggrava con altri tre morti in due incidenti il bilancio della stagione alpinistica sul Monte Rosa. Le salme di due tedeschi di 50 e 36 anni sono state recuperate all’alba dal soccorso alpino valdostano sul Passo del Verra. Ad accorgersi dei corpi è stata una guida alpina impegnata nell’ascensione al Polluce. Legati in cordata e ben attrezzati, sono precipitati dalla Cresta del Castore (4.200 mt) per circa 400 metri. Uno dei due potrebbe essere scivolato sulla neve marcia e aver trascinato l’altro.La caduta risale probabilmente al tardo pomeriggio di domenica, quando in zona non c’era più nessuno. Erano in ritardo di diverse ore sulla tabella di marcia consigliata, forse per un precedente contrattempo: un terzo alpinista che si era con loro aveva avuto un lieve incidente. Recuperato nel pomeriggio di domenica dal Soc- corso alpino svizzero e ricoverato per una notte, già ieri è stato dimesso. I due compagni avevano invece deciso di proseguire comunque. I loro corpi si trovano ora nel cimitero di Champoluc (Ayas). Sullo stesso itinerario alpinistico, molto frequentato in questi giorni, ha perso la vita ieri anche un olandese di 64 anni. Molto simile la dinamica: un salto dalla cresta, questa volta sul versante svizzero. L’uomo, che è stato soccorso dall’Air Zermatt, è morto sul colpo. Il bilancio avrebbe potuto essere molto più grave se il gruppo di cinque persone con cui stava procedendo sulla stretta cresta non avesse deciso di sciogliere la cordata consenten da ognuno di procedere slegato. Le condizioni meteo straordinariamente favorevoli di quest’anno stanno allungando la stagione alpinistica spingendo in quota numerosi alpinisti, soprattutto sulle grandi classiche del Cervino, Monte Bianco e Monte Rosa e facendo registrare nei fine settimana il tutto esaurito dei rifugi. “Ad agosto stiamo avendo numeri al di sopra della media: c’è un afflusso costante di persone”, conferma Paolo Comune, guida alpina valdostana e gestore del Rifugio Mantova, punto di partenza della maggiori salite del massiccio del Rosa. Il bel tempo ha però un’altra faccia della medaglia: l’innalzamento delle temperature rende più pericolosa la montagna e crea situazioni insidiose e sempre più imprevedibili. Come il cedimento della cornice di neve che ha fatto precipitare per 800 metri i tre alpinisti svizzeri morti ieri sul versante piemontese del massiccio del Monte Rosa. I loro corpi non sono stati ancora recuperati a causa delle continue scariche di neve e ghiaccio, dovute proprio al caldo, che metterebbero a repentaglio l’incolumità delle guide del Soccorso alpino della delegazione Valdossola impegnate nelle operazioni.


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