Altro record tamponi-contagi

TERAPIE INTENSIVE IN AUMENTO. 9 MORTI, IN LOMBARDIA 316 INFETTI. FOCOLAI IN ZONE VIP


di Luca Laviola



ROMA. Più tamponi si fanno e più positivi al coronavirus si trovano in Italia, in giorni che vedono macinare nuovi record. Sono oltre 97 mila i test effettuati nelle ultime 24 ore - oltre 100 mila includendo quelli rapidi non conteggiati dal ministero della Salute - e 1.462 i contagiati che si aggiungono. Un trend in costante crescita che vede anche 9 morti - erano stati 5 il giorno precedente - e un incremento dei pazienti in terapia intensiva, +7 per un totale di 74. Numeri che non preoccupano ancora troppo gli esperti, ma sempre da tenere d’occhio, man mano che si vedranno gli effetti del mix viaggi-vacanze-movida. Intanto si susseguono i nuovi focolai e le ‘tamponature’ di massa in località celebri di villeggiatura, come Baja Sardinia in Sardegna o Cortina d’Ampezzo in Veneto. Nel primo caso al Phi Beach in Costa Smeralda sono risultati positivi 21 membri dello staff del locale, costretto a chiudere come il Billionaire e il Sottovento. Per lo più non residenti nell’isola, sono tutti asintomatici e in isolamento fiduciario in Gallura. A Cortina invece centinaia in fila in auto per il tampone ‘drive in’ dopo il Summer Party del 20 agosto che ha fatto registrare un caso di positività, un giovane romano ricoverato con la polmonite. Una sorta di penitenza per i vacanzieri e i patiti della vita notturna, che coinvolge Vip e persone comuni, specie al ritorno dalla Sardegna, fino a qualche settimana fa virtualmente ‘Covid free’. “Da lunedì a Civitavecchia sarà possibile anche per chi parte per l’isola effettuare volontariamente e gratuitamente il test”, ha annunciato l’assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato. La regione amministrata da Nicola Zingaretti fa registrare decine di casi di rientro dalla Sardegna, il 38% del totale nell’ultimo conteggio. In Lombardia la percentuale di infetti al ritorno dalle vacanze sale fino al 65%. E nelle ultime 24 ore proprio il territorio epicentro dell’epidemia nei mesi scorsi torna a contare il maggior numero di positivi, 316, seguita da Campania con 183, Lazio con 166, Emilia Romagna 164, a 135 il Veneto. Il Piemonte ne fa registrare 91, la Toscana 82, la Sardegna 55, la Sicilia 54. Chiude la classifica di ieri dei nuovi positivi il Molise con un solo caso. In Lombardia sono stati però anche fatti in un giorno quasi 20 mila tamponi. E in rapporto ai test che si somministrano la percentuale di nuovi casi più alta è in Sardegna, quindi ancora la Campania, la Liguria e il Piemonte. In generale la situazione appare in progressivo peggioramento, ma sotto controllo e con un numero di tamponi e un’ampiezza del contact tracing mai visti prima. La crescita del contagio nelle ultime due settimane è stata costante e molto più uniforme di prima su tutto il territorio nazionale, raggiungendo in questi giorni il livello più alto da maggio. Il parametro delle terapie intensive, da sempre cruciale, non desta ancora preoccupazione: un rialzo si era già visto un mese fa, ma non si era poi confermato nei giorni successivi. L’impressione resta in molti esperti quella di un virus meno devastante. “Abbiamo qualche caso, ma non c’è alcun paragone con marzo-aprile - dice a Sky Tg24 Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova -. Sono balle che siano solo giovani i ricoverati, abbiamo gli 80enni; a Milano nel nuovo focolaio in una Rsa, quindi tra gli anziani, sono quasi tutti asintomatici, a marzo-aprile sarebbero stati gravissimi e molti sarebbero morti.Oggi la malattia che sto vedendo è diversa, le opinioni sul perché sia diversa si differenziano. Ma i malati non hanno più le caratteristiche di marzo-aprile, è totalmente diverso”.

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