Amanda difende le donne



MOLESTIE/“SCARLET LETTER REPORTS”, LO SHOW DELLA KNOX SU FACEBOOK

NEW YORK. Si chiama “Scarlet Letter Reports”, come nella “lettera scarlatta” che marchiava le adultere nel New England puritano e retrogrado del romanzo di Nathaniel Hawthorne. Amanda Knox, la studentessa americana definitivamente assolta nel 2015 in Italia dell’assassinio della compagna di casa Meredith Kercher, ha un nuovo show in onda per tutto maggio su Facebook Watch che dà una piattaforma a donne “svergognate” e “messe alla berlina dai media” per la loro sessualità. Amanda, che lei stessa si conside- ra vittima per esser stata etichettata come “Foxy Knoxy”, la studentessa assatanata di sesso accusata di aver orchestrato un gioco sessuale finito male, ha intervistato per le cinque puntate della serie altre donne la cui pubblica immagine è stata svilita dai media. La Knox ha parlato ad esempio con Amber Rose, la 34enne modella e attrice che ha fatto scandalo per essersi fregiata con orgoglio dell’epiteto “slut”, sgualdrina. E ha intervistato Mischa Barton, la star della serie televisiva “The O.C.” che ha portato in tribunale un ex boyfriend per impedirgli di diffondere il video di un loro rapporto sessuale. Amanda si è detta “ispirata” dalla Rose: “Ci siamo trovate in sintonia sulla necessità di prendere gli insulti che la gente di butta addosso per trasformarli in qualcosa di completamente diverso”, ha spiegato a Newsweek. Scarlet Letter si appoggia a Broadly, il canale femminista di Vice Media. “Io stessa sono stata svergognata pubblicamente”, ha detto Amanda a Time, rivelando si aver avuto l’idea del programma scrivendo, sempre per Broadly, articoli sulle esperienze delle donne nel sistema della giustizia penale: “Una delle cose che ha influenzato la mia esperienza è stato il modo con cui sono stata ritratta sui media. Mi arrabbiavo con i tabloid e a volte perfino i miei sostenitori non capivano”. Secondo Amanda, “la lunga tradizione di sfruttamento del corpo femminile e la soppressione delle voci delle donne ha avuto un grande impatto” nel suo caso e nella vita di altre donne. Non è la prima volta che la Knox trasforma la drammatica esperienza vissuta in Italia in un’attività professionale. A gennaio aveva provocato polemiche, e accuse da parte della famiglia Kercher di essere “a caccia di soldi”, per una iniziativa a pagamento per raccontare la “sua” Meredith agli studenti dei college americani.


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