Amatrice, scuola da record


SISMA/CI SONO VOLUTI SOLO 11 GIORNI PER COSTRUIRLA: IERI L’APERTURA UFFICIALE


AMATRICE (Rieti). E’ suonata alle 10.30 la campanella del primo anno scolastico del dopo il terremoto che ha spezzato tante vite e messo in ginocchio una scuola, quella di Amatrice, che era stata ristrutturata per durare nel tempo e invece è crollata su stessa. Poco prima un centinaio di bambini aveva accolto il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, assieme al capo della Protezione civile Fabrizio Curcio e al commissario Vasco Errani, cantando l’inno di Mameli in un’atmosfera surreale, ma carica di speranza e voglia di ricominciare. In undici giorni i tecnici, gli operai e i volontari del Dipartimento di protezione civile della Provincia autonoma di Trento hanno messo in piedi il nuovo istituto onnicomprensivo “Romolo Capranica”. Lo hanno fatto in un luogo diverso,nellafrazione di Villa San Cipriano, a poca distanza dalla vecchia scuola di Amatrice di cui è rimasto solo il tricolore, recuperato dalle macerie. Moduli prefabbricati in acciaio e legno che sono già un simbolo,l’immagine migliore - come l’ha definita il sindaco diAmatrice Sergio Pirozzi - di un Paese che quando vuole “sa fare le cose bene e in fretta”.Amatrice, la città più colpita dalla scossa delle 3.36 del 24 agosto, vuole ripartire proprio da San Cipriano, dove fino a pochi giorni fa c’era un prato e oggi ci sono tanti bambini che per un giorno hanno rubato la scena al dolore e alla disperazione che il sisma ha lasciato dietro di sé. La nuova scuola ospita 177 alunni, tra i 3 e i 18 anni, che hanno scelto di rimanere nella loro terra, che trema ancora, a due passi dalla distruzione e dalle macerie. “Sono commossa e felice. E’ stata compiuta un’impresa straordinaria. Ripartiamo da questa bellissima scuola. Ringrazio chi si è speso per produrre in pochi giorni un mezzo miracolo”, ha detto la ministra Giannini, ribadendo che l’impegno della comunità scolastica “parte da oggi per fare in modo che questa scuola sia la vostra casa e il simbolo della speranza, della voglia di ripartire e di vincere la paura”. Non parla dell’inaugurazione di una scuola, ma di apertura dell’anno scolastico “nel giorno stabilito findall’inizio”,il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi, colui che ha guidato la missione che solo una manciata di giorni fa sembrava impossibile. “Questa scuola vuole essere un segnale di disponibilità del Trentino - ha aggiunto - per dire, insieme a Protezione civile e ministero dell’Istruzione, che, nonostante tutto, è possibile immaginare una ripartenza e pronunciare la parola più importante in questi momenti: la ‘speranza’. In questo evento drammatico, l’Italia ha saputo dimostrare una grande generosità. Si tratta ora - ha detto ancora il presidente Rossi - di saperla incanalare nel modo giusto, evitare sovrapposizioni, fidandosi delle strutture nazionali”. I bambini sono la speranza di Amatrice, a ricordarlo è stato il sindaco Pirozzi, perché “dovranno avere la capacità di trasmettere solidarietà e amicizia”. “Venti giorni fa avevamo tutto - ha aggiunto -, eravamo uno dei borghi più belli d’Italia. Ora non abbiamo più nulla, ma ripartiamo da qui, da questa scuola, perché con essa abbiamo tutto”. Il prossimo passo, e i lavori sono già iniziati, è la struttura gemella che dovrà ospitare il liceo scientifico. Dentro la scuola non manca nulla, tanta la solidarietà e grazie ai Giovani imprenditori di Confindustria sono arrivati materiali di cancelleria e tanti giocattoli per i più piccoli.


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