Ambasciatore del pallone



NEW YORK/LA SAMP CREA UNA FIGURA DI PROMOZIONE CON LA REALTÀ USA

NEW YORK. Nello stesso anno, era il 1946, nacquero Cressi Sub e Sampdoria. Franco Ravano parla con orgoglio dell’azienda genovese di materiale subacqueo, ma ovviamente anche della squadra del cuore: “Nel 1991, quando vincemmo l’ultimo scudetto, avevo 18 anni, una coincidenza che non si dimentica”. Ravano è da dieci anni l’amministratore delegato per l’America del Nord ed il Sudamerica della Cressi, azienda leader mondiale del settore, ed ammette con ironia: “Nessuno è venuto a intervistarmi o a scrivere del trentennale della Cressi, ma appena si è diffusa la notizia del mio ruolo alla Samp ho ricevuto messaggi da dovun- que”. Da qualche settimana Franco Ravano è infatti l’ambasciatore negli Usa della società blucerchiata: “Con l’Atalanta - spiega con contagioso entusiasmo - la Samp è l’unica società che esce da due bilanci positivi e che, con estrema probabilità, chiuderà in attivo anche i prossimi due”. La gloriosa Doria è in una fase di consolidamento che non può prescindere dalla salubrità dei numeri perchè il suo proprietario, Massimo Ferrero, non ha le disponibilità sconfinate di Pallotta e Agnelli. L’obiettivo e l’acquisto dello stadio Ferraris, “che come tanti italiani non è in grado di attirare le famiglie per la sua vetustà. Basta visitarne i bagni per capirlo. Serviranno alcuni milioni perché Samp e Genoa lo acquistino, ed il triplo per renderlo accogliente secondo standardmoderni” ammette con onestà Ravano. Il quale ricorda anche che la società ha acquistato l’impianto di allenamento a Bosgliasco, lo sta espandendo con la costruzione di alcuni campi e ha adesso una struttura dove alloggiare i ragazzi del settore giovanile. “Siamo pronti alla Next Generation” sintetizza. Il programma, Next Generation per l’appunto, è quello per cui la Samp ha affidato a tre ambasciatori il compito di creare un rapporto fra la loro realtà locale e la società. Ravano, al pari dei suoi colleghi di fresca nomina (ad Honk Kong e Turchia, prossime tappe Russia e Giappone) avrà il compito di aiutare a tessere relazioni col mondo impren- ditoriale statunitense, con quello istituzionale, degli investimenti, calcistico puro e, ovviamente con la base esistente e potenziale di simpatizzanti: “Dobbiamo vendere la città e la squadra” spiegacon un sorriso l’ambasciatore Ravano. Un paio di settimane fa a New York è giunto Marco Caroli, il responsabile del marketing Samp. Ravano lo ha aiutato a programmare diversi appuntamenti. Ad esempio, con Mike Quarino, responsabile del marketing di New York City FC: “Ci ha spiegato che i nostri spazi per la creazione di rapporti calcistici non sono nel TriState, dove un ragazzino sceglierebbe l’Academy del Barcellona piuttosto che quella della Samp. Stati come il Texas, ci ha detto, hanno fame di calcio e nessuna presenza di nomi calcistici internazionali”. Caroli ha incontrato anche aziende di promozione turistica, funzionari della Major League Soccer, potenziali investitori, ed anche Dejan Bregasi, ex portiere delle giovanili Samp giunto negli Usa grazie ad una borsa di studio dopo aver concluso la carriera in Italia. Bregasi vive a Brooklyn dove ha anche creato un’associazione che porta i calciatori italiani a giocare e studiare nelle università americane, Usa College Sport. L’obiettivo delle ambasciate Samp è anche quello di stabilire relazioni con college e creare una relazione calcistica locale. La Roma ha un’Academy a Long Island, la Juve a Manhattan e a Miami (con Del Piero), l’Inter in New Jersey, e anche la società blucerchiata vuole iniziare rapporti di scambio, al pari di quello che la Fiorentina ha nell’area di San Francisco. L’idea di un network di ambasciatori è venuta ad un personaggio che non ha un ruolo ufficiale in seno alla Samp, l’avvocato Antonio Romei, il cui figlio gioca nella Primavera doriana. “Era in vacanza con la moglie a New York e ha contattato il nostro Enrico Contini” ricorda Ravano, che mostra il messaggio appena ricevuto dall’ufficio amministrativo Samp con il suo nuovo indirizzo email. L’ambasciatore Ravano ha una missione da adempiere e del lavoro davanti a sè per dare alla Samp visibilità internazionale. Lo farà da uomo di mare, come tutti i genovesi: usando praticità e passione: “Sono orgoglioso di lavorare per un’azienda genovese coma Cressi e feli- ce di essere doriano. Le aziende genovesi negli Usa non sono tante, ma ovviamente c’è anche qualche tifoso del Genoa” ammette sorridendo. Nel frattempo il suo amore per la Sampdoria, ed i suoi trascorsi storici, emergono a ciclo continuo, con date e uomini dello scudetto, delle coppe vinte e perdute, le finali, allenatori e uomini-gol. Ricordi lontani appena ventanni, che oggi calcisticamente appaiono preistorici, quando lo scudetto non era affare esclusivo della Juve, e la Serie A era una parata di campioni internazionali a cui nè Inghilterra, Spagna, Germania o Cina potevano ambire. Intanto incalza il derby: “Sabato prossimo saremo una trentina a casa mia, tutti doriani ovviamente. Ognuno si presenta con qualcosa da mangiare. Anche un salame”


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