Amor di patria e d’Europa


REGGIO EMILIA/MATTARELLA ALLA CERIMONIA PER I 220 ANNI DEL TRICOLORE


REGGIO EMILIA. L’unità nazionale è un valore da proiettare nel futuro e l’amor di patria non è incompatibile con l’ap- partenenza europea, che anzi ne rappre- senta una espressione matura. E’ que- sto il messaggio con il quale il presiden- te della Repubblica Sergio Mattarella ha celebrato, nel suo 220/o anniversario, la bandiera tricolore a Reggio Emilia.

Nella città dove, nel 1797, per la pri- ma volta, i rappresentanti della repub- blica Cisalpina scelsero il bianco, il ros- so e il verde per rappresentare l’anelito di libertà e indipendenza che si sarebbe concretizzato solo oltre mezzo secolo dopo, il capo dello Stato ha partecipato alle celebrazioni con un breve saluto, con il quale ha chiesto, soprattutto ai più giovani, non solo di considerare attuali i valori che la bandiera tricolore simbo- leggia, ma di proiettarli nel futuro.

“Il valore dell’unità nazionale - ha det- to - va considerato non con lo sguardo al passato, ma verso il futuro, il futuro concreto del nostro popolo. Il modo di intendere così il valore dell’unità nazio- nale lo rende coinvolgente ed espressi- vo del diritto di tutti a essere cittadini del nostro Paese”.

Cittadini del nostro Paese, ma anche cittadini europei, visto che a Reggio Emilia, ogni anno il 7 gennaio, la bandie- ra con le dodici stelle viene celebrata a fianco di quella tricolore.

“Una società che vive il senso di co- munità - ha detto - avverte più fortemente il valore dell’unità nazionale ed è capa- ce di viverlo in uno stato immerso nei valori universali e, in maniera matura, nell’appartenenza convinta all’Europa,

che ha saputo sottrarsi alle dittature, adottare e diffondere il metodo demo- cratico e che ci consente da oltre 70 anni una vita di pace. Questo modo di inten- dere la patria e l’unità nazionale trova nel Tricolore un valore concreto”.

Mattarella ha voluto brevemente ri- percorrere anche la storia del tricolore e la sua importanza durante la Resistenza, sottolineata anche dalla visita al museo di Casa Cervi di Gattatico, sempre nel

Reggiano, dove vissero i sette fratelli uccisi dai fascisti nel dicembre 1943, di- ventati poi uno dei simboli più noti della lotta per la Liberazione.

“Il valore dell’unità nazionale - ha det- to, anche per sottolineare il valore della memoria - è stato indebolito nel periodo in cui la deformazione del concetto di patria e di nazione con il fascismo ha indebolito anche la condivisione popo- lare. Si è ripresa, l’8 settembre ’43: da quel momento si è rilanciato il valore della patria e dell’unità nazionale”.

Insieme al presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi e il suo predecessore, l’attuale ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, Mat- tarella ha anche consegnato una copia della Costituzione a un gruppo di stu- denti della città e inaugurato il rinnova- to museo del Tricolore.


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