Anche Casini difende Boschi


BANCHE/SETTIMANA DI FUOCO CON LE AUDIZIONI DI VISCO E GHIZZONI


ROMA. Raffreddare il clima, allontanare Maria Elena Boschi dal centro del mirino: alla vigilia di un’altra settimana caldissima, sembrano essere queste le due direttrici su cui intendono muoversi il Pd e Pier Ferdinando Casini, a capo di quella commissione d’inchiesta sulle banche che rischia di trasformarsi in un pericoloso boomerang per il Pd. Dopo il weekend, infatti, toccherà al governatore di Bankitalia Ignazio Visco e all’ex ad di Unicredit Federico Ghizzoni essere auditi. E la bufera, sull’ex ministro delle Riforme, potrebbe palesarsi con ancor maggiore intensità.

Dopo Gentiloni, a difendere Boschi - in maniera anche più netta di molti suoi compagni di partito - è adesso Casini. Prima, in un’intervista al Corsera l’esponente centrista traccia una differenza tra “opportunità” e “conflitto d’interesse” nell’atteggiamento della sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio sul caso banche. Poi, da Bologna, Casini avverte che non “consentirà” che la commissione diventi “la sede impropria della campagna elettorale” e definisce “irrilevante, se non fos- simo in campagna” per il voto, “l’impatto della signora Boschi e della sua famiglia sul tema”. Quindi cerca di smorzare sul nascere la “miccia Ghizzoni” considerandolo “un tema marginalissimo” nel contesto del- l’inchiesta.

Parole, quelle di Casini, che per ora non ammorbidiscono il dibattito. “Le sue dichiarazioni mi hanno sbalordito”, osserva Giovanni Paglia di “LeU” mentre Di Maio attacca: “Nessun parla- mentare di Pd, FI e Lega può sentirsi in- nocente di fronte a questo disastro. Boschi sarà il simbolo del collasso della Prima Repubblica”. E il tema entra anche nell’assemblea di Dems. Andrea Orlando non cita Boschi, ma avverte Matteo Renzi sui rischi del contraccolpo elettorale del caso Etruria. “Chiedo al gruppo dirigente di smetterla di costruire trappole dove poi sistemati- camente cadiamo dentro”, sottolinea il leader della minoranza Dem. Anche perché, al di là del merito della vicenda è soprattutto il suo possibile costo in termini di voti ad interessare il Nazareno. Con il tema scottante del collegio dove sarà candidata Boschi.

Al momento le soluzioni sono ancora diverse e vanno dalla Toscana (dove lei ha detto di sperare di essere candidata) al collegio di Ercolano o ad uno di quelli in Trentino Alto Adige, come emerge da rumors parlamentari e retroscena giornalistici. E mentre il deputato dei Verdi Florian Kronbichler avverte che la candidatura di “Boschi sarebbe una beffa per gli altoatesini” non passa certo inosservata l’assenza del nome dell’ex ministro in quello dei “i candidati più forti” (da Mar-

co Minniti a Dario Franceschini fino a Graziano Delrio) che Renzi è orientato a far scendere in campo nei collegi unino- minali. Nel frattempo, l’ex “madrina” del- la riforma ostenta serenità, tornando a Firenze per il weekend e officiando l’ unio- ne civile di suoi due amici, Ivan e Riccar- do.

“Ho provato un brivido di emozione”, scrive in un post su facebook dai toni lontanissimi dalle fiamme del caso Etruria. Da domani, tuttavia, il vento dello scon- tro politico tornerà a fischiar forte.

In commissione sono attesi il ministro dell’ Economia Padoan, Visco e poi Ghizzoni, in una tre giorni dove ad incrociarsi saranno gli attacchi al Pd, al governo di Renzi e quelli a Bankitalia e a un governatore confermato solo l’ottobre scorso nonostante l’opposizione. “Posso solo ribadire quanto ho scritto”, spiega oggi Ferruccio De Bortoli, ovvero colui che per primo rilevò l’incontro tra Boschi e l’ex ad di Unicredit.


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