Anche il capo degli arbitri incolpa Rocchi



NICCHI ED IL MANCATO RIGORE CONCESSO ALLA ROMA: “UN ERRORE INCONCEPIBILE”

ROMA. “Un errore inconcepibile”. L’etichetta che pesa come un macigno sulla bellissima Roma-Inter di domenica sera all’Olimpico non arriva dal tifoso di strada, dal supporter fazioso ma dal capo degli arbitri, Marcello Nicchi. Il giorno dopo, il n.1 dell’Aia non può far altro che legittimare il pensiero di quanti sono rimasti sbigottiti per la svista della coppia Rocchi- Fabbri sullo sgambetto di D’Ambrosio a Zaniolo. “Un errore umano, lavoreremo per migliorare”, commenta nella serata di ieri il designatore, Nicola Rizzoli, che si occuperà della vicenda, con un più che probabile lungo stop per i due direttori di gara. “Hanno ammesso l’errore, cosa altro dovevano fare? Certo si poteva evitare, mi dispiace tantissimo”, chiosa Nicchi. Il fischietto di Firenze, tra i migliori arbitri italiani ma poco amato dalle parti di Trigoria dopo quel Juve- Roma di 4 anni fa, mal coadiuvato dal collega della sezione di Ravenna addetto alla Var, è incorso in uno sbaglio grave - andando al monitor i dubbi sarebbero stati fugati - e Nicchi non accampa scuse: “Non riesco a capire come si sia potuto fare un errore del genere, è inconcepibile”, la bocciatura indirizzata ai giudici di gara. “Se ne occuperà il designatore, ma ora voltiamo pagina e ognuno cerchi di fare bene il proprio lavoro”, aggiunge Nicchi che parla di “errore inatteso” nel contesto di una “bellissima partita. Ora bisogna cercare di far meglio e andare avanti per il bene del calcio. C’è da dire anche - conclude Nicchi - che la sfortuna è sempre dietro l’angolo”. Nel mondo social, soprattutto di fede giallorossa, da domenica notte monta però la rabbia e c’è chi chiede addirittura di tornare indietro. Nicchi, e Rizzoli - ritrovatisi in serata al Gran Galà del calcio Aic, presente anche Rocchi -, difendono il sistema. “La cosa da sottolineare è che non va aggredito un protocollo, sicuramente si lavorerà per migliorare”, dice il designatore. “Gli errori servono per capire su cosa migliorare. Abbiamo un progetto dal punto di vista tecnologico, e delle migliorie da apportare al regolamento”. Intanto c’è chi, come ilct, Roberto Mancini, chiede par condicio e un uso appropriato della moviola in campo: “Io ero contrario alla Var ma, essendoci, va usata quasi sempre. Ho visto il momento del fallo su Zaniolo - ha chiosato -, c’erano le motivazioni per poter vedere e usare la Var”. E a pensarla così è anche l’ex arbitro Andrea De Marco, secondo cui “l’azione è chiara, rientra in una delle casistiche in cui sarebbe dovuta intervenire la Var”, “sarebbe interessante che l’Aia avesse un ufficio stampa per spiegare le interpretazioni dei casi e le motivazioni”, suggerisce De Marco, che chiude polemicamente sostenendo che “in questa stagione la Var ha perso credibilità visto che in molte occasioni sospette l’arbitro non ha rivisto le immagini”. “L’avevo detto - afferma il presidente del Torino, Urbano Cairo -. Quando parlavo mesi fa della Var sembrava che lo facessi ‘pro domo mea’, in realtà vedevo già come nell’utilizzo non così continuo ci potessero essere dei problemi. Va cambiato il proto- collo Var a livello internazionale, per rendere il suo uso più frequente”.


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