Ancora fischi per il Milan 



SERIE A/I ROSSONERI NON RIESCONO A BATTERE IL GENOA. ESPULSO BONUCCI

ANCORA FISCHI a San Siro per il Milan. Dopo lo 0-0 di Europa League con l'Aek Atene, la squadra di Montella ne infila un altro col Genoa, fallendo l'appuntamento con la svolta e affondando nelle sabbie mobili di una stagione sempre più complicata. La posizione dell'allenatore è critica ma stazionaria, al momento non sono in vista scelte drastiche. Si gioca due volte questa settimana e nell'ennesimo passo falso è cruciale l'espulsione di Bonucci, messo fuori gioco con la Var, che evidenzia la sua gomitata a Rosi nell'area del Genoa (inizialmente non vista dall'arbitro Giacomelli), condotta violenta da due turni di squalifica: il difensore salterà la trasferta di mercoledì con il Chievo e la sfida contro la sua ex squadra, la Juventus, sabato prossimo. "Bonucci ha preso posizione, non si può dire che volesse colpire l'avversario. Se non lo avesse ferito non sarebbe stato espulso. La Var dà una grossa mano, in panchina siamo meno nervosi, ma sta diventando più una valutazione di tv che di campo - protesta Montella, che reclama due rigori per il Milan -. Nelle ultime partite ci è successo di tutto, ciò sta mettendo a dura prova la nostra tenuta mentale. Gli episodi possono cambiare il corso di una partita, di una stagione e di una carriera, anche per questo posso sembrare un po' nervosetto". L'allenatore esalta lo spirito della sua squadra, che anche in 10 ha lottato, sventando i pochi pericoli creati da un Genoa che invece ha commesso troppi errori ma porta a casa il quarto punto in due trasferte di fila. "Potevamo fare meglio", ammette Juric, alle prese con una classifica comunque ancora scomoda (6 punti in 9 giornate). Per il Milan, dopo tre ko di fila e un pareggio, il quarto posto si allontana e Montella deve rinviare la svolta. Il Genoa, con il suo pressing molto disinvolto, poteva essere l'avversario adatto, e infatti per 20' i rossoneri creano almeno tre occasioni da gol, finché Bonucci si fa largo in area stendendo Rosi (fra i migliori, nonostante il taglio in volto e la fasciatura). La quarta espulsione in carriera del difensore, la prima dopo cinque anni, scompagina i piani di Montella, partito con il terzetto dai piedi buoni, Bonaventura (a rischio per Chievo per guai muscolari), Calhanoglu e Suso, per ispirare Kalinic e dare coraggio a una squadra incerta nell'ultimo mese. In 10, Montella deve togliere il turco inserendo Romagnoli. Il Genoa si fa più aggressivo. Borini è il più tonico, Kessie emerge più di Biglia in un match di lotta più che di ragionamento, Suso crea tanto ma a Kalinic arrivano pochi palloni, e l'unico buono il croato lo spreca a 15' dalla fine, tenuto a bada da un ottimo Izzo (alla seconda partita dopo l'annullamento della squalifica) e fischiato quando nel finale esce per Cutrone. Negli ultimi minuti Zapata disinnesca un contropiede di Lapadula, e ha la chance per il gol dell'ex anche Taarabt, più concreto di quando giocava in rossonero, forse anche per gli 11 chili persi. Finisce con i fischi di San Siro (non della Curva Sud, che applaude), mentre Montella è furibondo con l'arbitro, e non si sente a rischio. "Mi sento l'allenatore del Milan, penso solo al prossimo allenamento - ha chiarito -. Non mi sento un visionario, la squadra è stata eccezionale, con spirito, e anima. La fiducia della società è palese e sentita. Sono convinto che questa squadra possa tirarsi fuori".


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