Ancora sangue sulle elezioni



PARIGI. Due giorni fa l'avvertimento. Stasera, a tre giorni dal primo turno, il terrorismo ha fatto irruzione nelle ele- zioni presidenziali francesi. Un uomo, non si sa se appoggiato da complici, ha ucciso con un kalashnikov un poliziotto sugli Champs-Elysees e ne ha feriti altri due, uno dei quali gravemente. Poi si è dato alla fuga, ma è stato ucciso dopo pochi metri.

Il panico si è propagato in pochi istanti, l'intera avenue, la più celebre della capitale, è stata blindata dai furgoni di polizia, dalla Concorde fino all'Etoile. Tutte le fermate del metro sono state sbarrate, gli abitanti sono stati invitati a non avvicinarsi al quartiere.

Erano passati pochi minuti dalle 21, gli 11 candidati alle presidenziali di domenica erano impegnati da un'ora nel- l'ultima performance in diretta tv su France 2, quando diverse raffiche di armi automatiche hanno seminato il panico sulla celebre avenue, all'altezza del civico 102, in prossimità dei grandi magazzini britannici 'Marks & Spencer'. Un uomo è sceso da un'auto, si è avvicinato a un furgone parcheggiato con alcuni poliziotti all'interno - agenti della stradale e della municipale - e ha fatto fuoco con un kalashnikov. Ha ucciso un poliziotto, ne ha feriti altri due - ferita anche una passante - e poi si è dato alla fuga, a piedi, abbandonando l'auto. Dopo pochi metri, è stato abbattuto da altri colleghi degli agenti aggrediti, che stavano pattugliando la strada. Dalle prime notizie, si tratta di un "fichier S", uno degli oltre 10.000 schedati ad alto rischio di radicalizzazione. Secondo alcune fonti non confermate, questo individuo - che aveva dei documenti in tasca - avrebbe postato sulla piattaforma 'Telegram' la sua intenzione di "uccidere dei poliziotti". Testimoni hanno parlato di "una vera e propria esecuzione". Il libretto di circolazione trovato nell'Audi da cui è sceso l'assalitore è intestato a Karim C., 39 anni. L'analisi delle impronte digitali è attualmente in corso per determinare se si tratta del killer. Condannato nel 2003 a 20 anni di reclusione, il francese principale sospettato per l'assalto sugli Champs-Elysées aveva già aperto il fuoco contro due agenti, nel 2001, ferendoli gravemente, mentre viaggiava su un'auto rubata a Roissy-en-Brie (Seine-et- Marne). Nel 2005 la sua pena venne ridotta a cinque anni. Inoltre, durante la detenzione, riferiscono fonti citate da Bfm- Tv, chiamò un guardiano con il pretesto di aver bisogno di medicinali. Riuscì a sfilargli la pistola, ma l'agente riuscì a metterlo a terra ed immobilizzarlo. La procura antiterrorismo è stata immediatamente incaricata delle indagini, dopo aver escluso in pochi minuti che si trattasse di una rapina o di criminalità comune. Panico nella strada, in pochi minuti tutto è stato blindato, i tanti negozi ancora aperti sono stati invitati a chiude- re immediatamente. Elicotteri hanno cominciato a volteggiare a bassa quota, sirene e fari della polizia sono stati a lungo le uniche luci accese. Poliziotti e teste di cuoio hanno perquisito ogni centimetro quadrato dei negozi, in particolare il grande magazzino 'Marks & Spencer', poi si sono riversati in un parcheggio poco distante, per il sospetto che un complice potesse essere in fuga proprio lì. Non ci sono state conferme di un secondo assalitore, anche se il portavoce del ministero dell'Interno non ha escluso complici. Intanto, sul canale pubblico France 2 andava in onda l'ultimo dibattito eletto- rale, a 3 giorni dalle urne. Per 40 minuti, i candidati si sono succeduti nello studio ma di attentato a Parigi non si è mai par- lato. Emmanuel Macron è stato il primo ad esprimere il cordoglio e il dolore per il poliziotto ucciso, Marine Le Pen potrebbe essere quella che incasserà il dividendo dell'attentato. All'Eliseo, il primo ministro Bernard Cazeneuve ha raggiunto pochi minuti dopo i fatti il presidente Francois Hollande, che in serata ha confermato come la pista terroristica sia quella che stanno seguendo le autorità.


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