Anderson, inno alla normalità



FIRENZE. “Porto a Pitti la mia normalità essenziale. Quando vedo una persona vestita con T-shirt e un paio di jeans, per me non ha bisogno di altro. Che poi sono capi difficili da riprodurre con semplicità. Con questa collezione ho cercato anche di rendere omaggio a Firenze, immaginando un turista che esce al mattino e si perde nella sensualità di una città così romanticamente sexy”. E’ JW Anderson, special guest di Pitti Uomo 92, a spiegare alla stampa la collezione che ha sfilato ieri sera nei giardini di Villa La Pietra a Firenze, tra gli ospiti che hanno trovato sulle loro sedie delle foto di “romantici” nudi dell’Ottocento e attorno a loro opere dell’artista Ann Low. “Firenze gira molto velocemente rispetto a Londra (dove lo stilista vive). Con la sua bellezza straordinaria fa da sfondo alla mia collezione. È una delle città più belle al mondo ed è romanticamente sexy” ha detto il designer irlandese, al lavoro sul progetto studiato a quattro mani con Uniqlo, che sarà battezzato The life wear collection. “Sono partito dall’idea di normalità, un’importante caratteristica che risiede in me da sempre. Che mi permette di ridurre la mia moda all’essenziale. Poi ho immaginato un turista in giro per le strade rinascimentali di Firenze” insiste lo stilista che dallo scorso anno è il direttore creativo del marchio spagnolo Loewe. Tutto ciò mentre mostra ampi pantaloni di tela di yuta con stampate in rosso le scritte della Coca Cola, dall’aria non proprio “normale” se immaginati addosso ad un turista in giro per Firenze. Poi prendendo tra le mani una camicia bianca con la pettorina nera, un paio di jeans e una gonna con le frange, Andersen parla della location scelta per il defilé: “Qualche mese fa sono stato a Firenze. Avevo davvero molte idee nella testa. Ma quando ho visto Villa La Pietra ho capito che sarebbe stato il posto giusto. È incantevole”. “Firenze poi è una delle città più belle del mondo. Ogni volta che la visito, mi sento come se fossi in un set cinematografico. Uno dei più belli. Come se fossi nel film Camera con vista”. Intanto però, a Villa la Pietra hanno sfilato T-shirts e iconici jeans. A questo proposito, “in passerella - annuncia Anderson orgoglioso - ci sono stati anche dei blue jeans vintage del 1923”. Anderson è molto apprezzato per la sua capacità di rielaborare i materiali e i capi che appartengono alla cultura giovanile, alla street style, pur dimostrando indubbie capacità sartoriali e una certa propensione per i volumi fuori scala, trasgressioni che concedono poco al romanticismo e molto verso proiezioni oniriche e futuristiche.


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