Anniversario con polemiche


MORO/SDEGNO PER IL TRATTAMENTO DEI BRIGATISTI IN TV A 40 ANNI DALLA STRAGE


ROMA. "Il rispetto della memoria è anche dire parole chiare: in via Fani c'erano 6 uomini dalla parte delle isti- tuzioni e un commando di brigatisti, terroristi e criminali. Scrivere 'dirigenti della colonna delle Brigate Rosse' è un pugno allo stomaco" perché la parola 'dirigente' nobilita". A 40 anni dal se- questro Moro scoppia una nuova pole- mica legata a quella pagina nera della storia italiana, ricordata ieri dal Premier Gentiloni come "il più grave attacco alla Repubblica". La sferzata è arrivata dal capo della Polizia, Franco Gabrielli. Ri- proporre i brigatisti coinvolti in quel rapimento "in asettici studi televisivi come se stessero discettando della ve- rità rivelata credo sia un oltraggio per tutti noi e soprattutto per chi ha dato la vita per questo Paese", ha denunciato durante la cerimonia sul luogo dell'ag- guato, dove è stato inaugurato un mo- numento, alla presenza del capo dello Stato Sergio Mattarella.

"Sono e restano degli assas- sini, ma li ho voluti incontrare. Ho vi- sto nei loro occhi un dolore, per as- surdo, più grande del mio". A parlare è Giovanni, figlio dell'autista di fiducia di Aldo Moro, il carabiniere Domeni- co Ricci, una delle cinque vittime del- l'attentato di quarant'anni fa in via Fani.

Quel 16 marzo del 1978 resterà per sempre impresso nella sua mente e per questo, oggi, fa suo il pensiero del capo della polizia, Franco Gabrielli, che ha definito "un oltraggio" ripropor- re ex brigatisti "in asettici studi tele- visivi come se stessero discettando della verità rivelata".

"Negli ultimi giorni ci sono state trasmissioni che hanno mitizzato per- sonaggi che non sono né dissociati né pentiti - afferma -, piuttosto irriduci- bili che hanno raccontato delle storie terribili. E' giusto raccontare quegli anni e ascoltare le loro storie ma non si può far passare per mito una rivolu- zione che nient'altro era se non un col- po di Stato, un golpe, una follia omi- cida. Perché assassini erano e assas- sini rimangono".

In passato il figlio di Domenico Ricci, che il giorno dell'attentato si tro- vava alla guida della Fiat 130 sulla qua- le viaggiava Aldo Moro, ha voluto in- contrare alcuni ex brigatisti coinvolti nell'attentato di via Fani e nell'uccisio- ne del presidente della Democrazia Cristiana, come Valerio Morucci, Franco Bonisoli e Adriana Faranda.

"C'è qualcuno che ha preso le nette distanze da quegli anni, ha dichiarato il fallimento di quella lotta armata e di essere assassini - continua Ricci -. Ho incontrato delle persone che pre- sentandosi mi hanno detto 'Io sono un assassino'. Quando vedrò Morucci, Moretti e Fiore raccontare di essere assassini, allora accetterò che possa- no parlare di quello che vogliono. Ma se si continuano a mitizzare quegli anni significa che i cattivi maestri conti- nuano ad esistere".

Un videomessaggio agli ex brigati- sti - dal titolo "Adesso basta, capitolo primo" - è stato lanciato anche dalla fi- glia di Aldo Moro, Maria Fida, indirizzato in particolare a Barbara Balzerani.

"Che palle il quarantennale lo dico io, che non l'ho provocato e l'ho subito e che ho il titolo per dirlo - afferma -. Per la semplice ragione che il quaran- tennale mi dà dolore. E io posso dire 'che palle il quarantennale', ma la signo- ra Balzerani non può dirlo perché lei è tra coloro che l'hanno provocato".

"Io credo che la loro parte è stata fatta - conclude - e forse un sano silenzio sarebbe la cosa migliore per loro, per noi, per questo ex Paese, per tutto".

Gabrielli ha invitato a non confondere mai ruoli e posizioni: "Dobbiamo ricordare chi stava da una parte e chi dall'altra". D'accordo con lui il coman- dante generale dei carabinieri Giovanni Nistri per il quale "chi ha sbagliato non può diventare un esempio". E pure il mini- stro della Giustizia, Andrea Orlando, ha mes- so in guardia dal rischio di una "rilegittima- zione anche involontaria di comportamenti che il nostro Paese ha saputo respingere e che sono stati uno dei capitoli più oscuri e dolorosi" per l'Italia. Una ferita ancora aperta sulla quale gettano sale sortite come quella della ex brigatista rossa Barbara Balzerani che su Facebook ha ironizzato sui "fasti del quarantennale" chiedendo ospitalità oltre confine per l'occasione. "Adesso basta", "for- se un sano silenzio sarebbe la cosa migliore per loro, per noi, per questo ex Paese, per tutto", è stata l'addolorata replica, in un vide- omessaggio, di Maria Fida Moro, la figlia dello statista ucciso.

Di Aldo Moro, esponenti politici di tutti gli schieramenti hanno ricordato oggi la figura, la passione politica, l'impegno per la tenuta democratica del Paese. "Non dobbia- mo smettere di cercare la verità, anche se scomoda", ha affermato il Presidente del Senato Pietro Grasso e "piena luce sul dise- gno eversivo con cui si cercò di destabiliz- zare il Paese e le sue istituzioni" è stata invo- cata anche dalla presidente uscente della commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi così come dal leader di M5s, Di Maio.


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