Ansaldo Sts/L’assemblea rimuove il consigliere dei fondi


Prosegue intanto la lotta tra il socio Hitachi e il fondo Elliott


GENOVA. Lo scontro in atto tra il fondo Elliott e Hitachi su Ansaldo Sts si arricchisce con la prima azione di responsabi- lità mai vista in Italia, proposta e votata da un socio di maggioranza contro un consigliere di minoranza. Dopo sei ore di assemblea, una contrapposizione sul filo delle norme, riletture di verbali e uno scambio di accuse tra i giapponesi, al 50,77% di Ansaldo, ed Elliott (30,73%), sostenuto anche dal fondo Amber (al 3,5%), è stato revocato dal consiglio Giuseppe Bivona, spesosi in Cda con "33- 34 o non so quanti esposti", come ricordato dal rappresentante di Hitachi in assemblea, Raimondo Premonte. Lo scontro parte lontano con l'acquisto della quota di Finmeccanica e l'Opa Hitachi su Ansaldo Sts a marzo 2016. Elliott non aderisce e dà battaglia sul prezzo, Consob lo ritocca (da 9,5 a 9,899 euro) accertata la collusione tra Hitachi e Finmeccanica. Eliott si rivolge al Tar chiedendo 15 euro, Hitachi invece va contro il ritocco (poi alzerà il prezzo a 10,5). Ora si attende la Corte di giustizia europea che su richiesta del Tar dovrà pronun- ciarsi sull'assetto normativo dietro la decisione Consob. Il risultato è un consigliere esponente dei fondi attivisti, Bivona, che nei mesi muove rilievi a tutto campo al lavoro del Cda su asserite omissioni o violazioni. Sui requisiti di indipendenza del vice presidente Alberto De Benedictis, ad esempio. Sulle comunicazioni (come l'uscita del Cfo), sul lavoro e la composizione dei comitati interni, da cui sono rimasti fuori le minoranze. Il vice presidente nota che non hanno voluto entrarvi, e questi che sarebbero stati irrilevanti. Il collegio sindacale, a parte una censura marginale e rilievi di opportunità, non ha però nulla da dire sull'azione del Cda. Bivona rivendica di aver agito in "ottemperanza ad obblighi di legge". Quanto all'azione di responsabilità "è un unicum che crea un grave precedente". Giorgio Furlani per Elliot ne parla come di iniziativa "te- meraria e pretestuosa". "Mi chiedo - rincara - se stiamo votando l'azione di responsabilità contro la persona giusta". Per Arturo Albano di Amber è un "precedente gravissimo per la corporate governance in Italia e per la fiducia degli investitori stranieri negli strumenti che l'ordinamento italiano prevede per la tutela dei diritti degli azionisti di minoranza" e "per la fiducia degli investitori stranieri nel 'sistema Italia' ". Per Hitachi Premonte spiega invece che l'"eccesso di diligenza" imputato a Bivo- na è "l'utilizzo in modo abusivo dei diritti attribuiti dal'ordinamento a un amministratore indipendente", quando con "interessi contrari e in conflitto con quelli della socie- tà", anche gettando discredito sul consiglio di amministrazione. Parla di "reiterate eingiustificate contestazioni" su vari fronti, "ostacolo dell'attività sociale" e di quant'altro. Ma ormai l'azione di responsabilità è passata. Il prossimo consiglio si riunirà il 30 gennaio e deciderà come procedere contro Bivona. L'A.d Andy Barr parla intanto con fiducia del 2017. Quanto al futuro "la prima cosa da dire è che il piano a lungo termine di Hitachi non è cambiato ed è di acquisire l'intera società. Vuole ancora integrarla", dice.


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