Antinori, accusa capovolta


MILANO/IL GIP DISPONE L’IMPUTAZIONE COATTA DELL’INFERMIERA PER CALUNNIA


MILANO. Colpo di scena nella vicenda che ha portato alla sbarra il ginecologo SeverinoAntinori (nella foto Ansa), imputato a Milano assieme ad altre quattro persone per aver prelevato forzatamente, nell’aprile scorso alla clinica Matris, otto ovociti a un’infermiera spagnola. Infatti per la giovane, parte offesa nel dibattimento in corso davanti al Tribunale, si profila un processo per calunnia.

Ieri, infatti, il gip Luigi Gargiulo, ha disposto l’imputazione coatta, ritenendo “calunniose” le affermazioni della 25enne che raccontò di essere stata costretta a subire l’intervento con il quale le furono “rubati” otto ovuli pronti per essere utilizzati e consentire ad altre coppie, clienti del medico romano, di avere un bambino con la fecondazione assistita. Per il giudice, che va in controtendenza rispetto a quanto è stato deciso da altri suoi colleghi, la versione dell’infermiera non sarebbe attendibile: avrebbe calunniato Antinori quando affermò sia che la sottopose “a un trattamento farmacologico non voluto e diverso da quello prospettatole, da cui sono derivate lesioni”, sia che le sottrasse il telefono sia che le provocò “ecchimosi varie sul corpo”.

Il gip ha poi giudicato “fantasiosa” la ricostruzione dei fatti fornita dalla infermiera nella sua denuncia-querela che aveva dato il via

all’indagine e fatto finire ai domiciliari il ginecologo. Ricostruzione che, per Gargiulo, sarebbe stata “immaginata” dall’indagata “già nei giorni precedenti ai fatti”. Inoltre, come si legge nel provvedimento, ci sarebbe stato “un chiaro e lampante movente economico” a fondamento della sua condotta calunniosa. Dagli atti del processo in cui è imputato il medico, è sempre il

parere del gip, emergerebbe, poi, che la giovane avrebbe avuto “un desiderio di denaro” quando intraprese l’iter in vista della cessione degli ovuli.

L’inchiesta a carico dell’infermiera è nata dopo la denuncia per calunnia presentata dai difensori di Antinori, gli avvocati Carlo Taormina, Tommaso Pietrocarlo e Gabriele Maria Vitiello. Denuncia a cui sono seguite due richieste di archiviazione, di cui una accolta, presentate dai pm Maura Ripamonti e Leonardo Lesti, titolari dell’indagine su Antinori, e altrettante istanze di opposizione presentate dai difensori.

Ora, come imposto dal gip, la Procura milanese dovrà formulare la richiesta di rinvio a giudizio per calunnia e al termine dell’udienza preliminare, un nuovo gup dovrà decidere se mandare la ragazza a processo.

“Ho sempre avuto fiducia nella giustizia - ha commentato Antinori - e la decisione del giudice di Milano mi ripaga di tutto il fango che mi è stato gettato addosso in questo anno e mezzo di sofferenze”.

Per lui e per gli altri coimputati il processo andrà comunque avanti. Riprenderà il 29 novembre, per consentire al perito grafologico incaricato dal tribunale di stabilire chi sia l’autore delle firme apposte sui moduli al consenso informatoall’operazionedell’aprile2016.Firmeche, ha accertato, non appartengono all’infermiera spagnola.


ITALIAN LANGUAGE DAILY NEWSPAPER

PUBLISHED BY GRUPPO EDITORIALE OGGI

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Tutti i diritti riservati @ GRUPPO EDITORIALE OGGI e A SOAKING MEDIA