Apertura storica: Coree pronte all’incontro



Il presidente Moon Jae-in disponibile a vedere Kim Jong-un

PECHINO. Il disgelo delle due Coree si affaccia alla Casa Bianca. Donald Trump, nella telefonata avuta ieri con il presidente sudcoreano Moon Jaein, ha espresso apprezzamento per il dialogo intercoreano potenzialmente in grado di portare oltre la partecipazione del Nord ai Giochi olimpici di PyeongChang, fino a negoziati sulla denuclearizzazione e all'ipotesi di colloqui Usa-Nord, naturalmente "a tempo debito e a condizioni definite". Dopo la svolta intercoreana maturata nell'incontro alla Peace House del villaggio di confine di Panmunjom, i due leader hanno ribadito la loro "solida alleanza" concordando, nella seconda telefonata in meno di una settimana, di tenere strette consultazioni sulla direzione che i colloqui tra Sud e Nord potranno prendere, ha spiegato la presidenza di Seul in una nota. Trump ha assicurato che ci sarà da parte Usa totale rispetto della tregua olimpica, pur nel mantenimento della "massima pressione" su Pyongyang, e che a rappresentarlo alla cerimonia di apertura ci sarà una delegazione di alto livello guidata dal vice presidente Mike Pence. La Corea del Nord si stima invierà 400-500 persone tra funzionari di alto livello, giornalisti, atleti, tifosi, team di performance artistica e dimostrativi di taekwondo: il premier di Seul, Lee Nak-yon, incontrando le società sponsor, ha parlato esplicitamente di "corposa delegazione", malgrado i dettagli debbano essere ancora definiti dalle parti. PyeongChang deve lasciare un'importante eredità come fu nel caso dei Giochi estivi di Seul del 1988 che aiutarono "a smantellare la Guerra Fredda". L'auspicio è che possano "migliorare l'attuale stato della penisola coreana, in seria situazione di sicurezza, contribuendo alla pace nel mondo riducendo proprio i rischi sulla sicurezza". Ieri, il presidente Moon ha tenuto il primo discorso alla nazione di inizio anno, trasmesso in diretta tv, e si è poi sottoposta alla lunga sessione di domande dei media. La Corea del Sud non vuole l'immediata riunificazione della penisola, ma vuole muovere verso una "pace solida" senza mai perdere di vista l'obiettivo finale della denuclearizzazione su cui vanno fatti più sforzi, ha detto Moon. Seul ha posizioni in linea con gli Usa verso il Nord e, malgrado la svolta su PyeongChang, "resta fermo che a nuove provocazioni seguiranno nuove sanzioni".

Il presidente sudcoreano ha poi ringraziato gli Usa per il supporto dato, anche per le durissime sanzioni senza le quali forse non ci sarebbe stata la svolta del Nord. Moon si è detto aperto a un incontro con il leader nordcoreano Kim Jong-un "qualora si creino le giuste condizioni". Ribadendo la posizione già espressa in passato, ha aggiunto che un summit ha senso solo se "il successo è garantito".Allo stato, Seul "non ha alcun piano per allentare le sanzioni al Nord in violazione degli impegni internazionali" previsti dalle risoluzioni dell'Onu. Smontare tutto l'impianto, costruito con mesi di duro lavoro negoziale e diplomatico, sarà possibile solo a fronte di risultati certi e acquisiti sulla denuclearizzazione della penisola.


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