Appello al mondo della scienza



IL PAPA: MANCA LA VOLONTÀ POLITICA SU ARMI E AMBIENTE. USARE I SOLDI NEI PARADISI FISCALI

CITTA’ DEL VATICANO. Nel mondo perdurano i conflitti e le povertà ma “manca la volontà politica” per trovare delle soluzioni, come anche è fuori dai tavoli di chi può decidere la questione del disarmo nucleare. E’ un ‘j’accuse’ pesante quello di Papa Francesco che oggi ha incontrato il mondo della scienza chiedendo una sorta di alleanza per affrontare insieme le ferite che piagano il mondo, dalla mancanza di cibo e acqua per tutti all’emergenza ambientale. “Mancano volontà e determinazione politica per arrestare la corsa agli armamenti e porre fine alle guerre, per passare con urgenza alle energie rinnovabili, ai pro- grammi volti ad assicurare l’acqua, il cibo e la salute per tutti, ad investire per il bene comune gli enormi capitali che restano inat- tivi nei paradisi fiscali”, ha detto il Papa nell’udienza alla Pontificia Accademia delle Scienze, riunita in assemblea e che vede tra i partecipanti anche il Premio Nobel Carlo Rubbia e Antonino Zichichi. “Molta strada c’è ancora da fare verso uno sviluppo che sia allo stesso tempo integrale e sostenibile. Il superamento della fame e della sete, dell’elevata mortalità e della povertà, specialmente tra gli ottocento milioni di bisognosi ed esclusi della Terra, non verrà raggiunto senza un cambiamento negli stili di vita”, ha sottolineato Papa Francesco aggiungendo che vorrebbe essere per questo “l’avvocato dei popoli”. C’è poi il capitolo non risolto degli armamenti nucleari. “Ribadisco la fondamentale importanza di impegnarsi a favore di un mondo senza armi nucleari e chiedo, come fecero San Paolo VI e San Giovanni Paolo II, agli scienziati l’attiva collaborazione al fine di convincere i governanti della inaccettabilità etica di tale armamento a causa dei danni irreparabili che esso causa all’umanità e al pianeta”, ha detto ancora il Papa rimarcando “la necessità di un disarmo di cui oggi sembra non si parli più a quei tavoli intorno ai quali si prendo- no le grandi decisioni”. “Che anch’io possa ringraziare Dio, come fece San Giovanni Paolo II nel suo testamento, perché nel mio pontificato è stata risparmiata al mondo la tragedia immane di una guerra atomica”, ha auspicato. Papa Francesco è tornato poi a parlare della “immensa crisi dei cambiamenti climatici in atto” chiedendo alla comunità scientifica, “così come ha fatto progressi nell’identificare questi rischi” di “prospettare valide soluzioni e a convincere le società e i loro leader a perseguirle”. Papa Francesco ha inviato anche un messaggio alla Pontificia Università Lateranense, nel giorno di apertura dell’anno accademico, annunciando l’istituzione di un ciclo di studi in Scienze della Pace. Infine nella messa a Casa Santa Marta ha parlato della figura del vescovo, sottolineando che non può essere un “affarista”, un “principe” né “un amministratore delle cordate”.


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