“Aprite le porte alla vita”

VATICANO/L’APPELLO DI FRANCESCO: ESISTENZA VA DIFESA DA TECNOLOGIA ED ECONOMIA



CITTÀ DEL VATICANO. Non solo la difesa della vita umana in ogni fase, dall'inizio fino al suo naturale termine", ma anche la lotta contro "ogni forma di violazione della dignità", anche in campi come la tecnologia o l'economia, aprendo così la strada a "nuove forme di fraternità solidale". È così che Papa Francesco ricorda la Giornata per la Vita, che si è celebrata ieri in Italia sul tema "Aprite le porte alla vita". "Mi associo al Messaggio dei vescovi - ha detto all'Angelus - ed auspico che questa Giornata sia un'occasione per rinnovare l'impegno di custodire e proteggere la vita umana dall'inizio fino al suo naturale termine". "È necessario, altresì - ha quindi aggiunto -, contrastare ogni forma di violazione della dignità, anche quando è in gioco la tecnologia o l'economia, spalancando le porte a nuove forme di fraternità solidale". Il rifiuto di "ogni forma di aborto, abbandono, maltrattamento e abuso" e l'invito a promuovere "l'uguale dignità di ogni persona" sono già contenuti nel messaggio che la Cei ha diffuso il 28 novembre scorso in vista di questa 42/a Giornata nazionale per la vita. "La vita - spiegano i presuli - non è un oggetto da possedere o un manufatto da produrre, è piuttosto una promessa di bene, a cui possiamo partecipare, decidendo di aprirle le porte". Da qui nasce l'impegno "di custodire e proteggere la vita umana dall'inizio fino al suo naturale termine e di combattere ogni forma di violazione della dignità, anche quando è in gioco la tecnologia o l'economia". Secondo i presuli, "la cura del corpo, in questo modo, non cade nell'idolatria o nel ripiegamento su noi stessi, ma diventa la porta che ci apre a uno sguardo rinnovato sul mondo intero: i rapporti con gli altri e il creato". "Incrementando la fiducia, la solidarietà e l'ospitalità reciproca - dicono ancora - potremo spalancare le porte ad ogni novità e resistere alla tentazione di arrendersi alle varie forme di eutanasia. L'ospitalità della vita - spiegano - è una legge fondamentale: siamo stati ospitati per imparare ad ospitare". La conclusione è che "non è possibile vivere se non riconoscendoci affidati gli uni agli altri. Il frutto del Vangelo è la fraternità". Ieri in Piazza San Pietro, il Papa ha anche affermato che "la vita cristiana richiede dinamismo, richiede disponibilità a camminare", e che "l'immobilismo non si addice alla testimonianza cristiana e alla missione della Chiesa". "Il mondo ha bisogno di cristiani che si lasciano smuovere, che non si stancano di camminare per le strade della vita, per recare a tutti la consolante parola di Gesù - ha osservato -. Ogni battezzato ha ricevuto la vocazione all'annuncio, annunciare Gesù, la vocazione alla missione evangelizzatrice!". "Le parrocchie e le diverse comunità ec- clesiali sono chiamate a favorire l'impegno di giovani, famiglie e anziani, affinché tutti possano fare un'esperienza cristiana, vivendo da protagonisti la vita e la missione della Chiesa", ha aggiunto.

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