Arcelor Mittal/Confindustria accusa: non si rispettano i patti

La risposta del ministro Lezzi: “Nessuno lavora con immunità penale”

di Giacomo Rizzo


TARANTO. "Non si rispettano i patti firmati, si inducono gli investitori ad abbandonare il Paese e si scoraggiano nuovi investimenti". E' l'allarme lanciato da Confindustria sulla norma prevista dal Dl crescita che, secondo la formulazione attuale, riscrive le regole per l'immu- nità penale ai proprietari dello stabilimento siderurgico ex Ilva. Dopo i timori manifestati mercoledì ieri ArcelorMittal, che ha informato il governo dell'impossibilità di proseguire nella gestione del sito di Taranto se venissero meno le tutele legali, l'associazione degli indu- striali prende posizione, sostenendo che "l'attenuazione dello scudo penale per eventuali reati ambientali relativi alla bonifica e al rilancio dell'Ilva di Taranto è un pessimo segnale per la reputazione del Paese". La disposizione inserita nel Decreto Crescita, afferma ancora Confindustria, che oggi pomeriggio terrà nello stabilimento siderurgico di Taranto un'assemblea congiunta (già programmata) con Federmeccanica, "mette a rischio l'impegno" sul sito di Taranto da parte del gruppo ArcelorMittal. "Un impegno - aggiunge - che è fondamentale per il Mezzogiorno e per l'intero Paese. Non è una buona idea mettere in discussione una clausola centrale dell'accordo firmato meno di un anno fa da questo stesso governo: l'attuazione di un piano ambientale deve rispettare tempi definiti e l'azien- da acquirente ArcelorMittal potrà assumersi tutte le responsabilità solo dopo aver avuto la possibilità di mettere a norma gli impianti". Agli industriali replica il ministro per il Sud Barbara Lezzi, facendo rilevare che "le nostre imprese non lavorano scudate dall'immunità penale. Ad avviso di questo governo è importante salvaguardare i posti di lavoro e il ministro Di Maio - ha riferito Lezzi in commissione alla Camera sul De- creto Crescita - sta parlando con Arcelor Mittal per venire incontro alle loro richieste, che però devono entrare sempre nel solco della legge: in Italia nessuno può lavorare con l'immunità penale" ed estenderla anche alla sicurezza sul lavoro, per noi sarà sempre una inciviltà inaccettabile". Il Decreto Crescita, che sarà approvato il 29 giugno, contieneal suo interno (articolo 46), una norma che riscrive l'immunità penale introdotta dal decreto legge del 5 gennaio 2015, n. 1, convertito con modificazioni dalla Legge del 4 marzo 2015, n. 20. Anche secondo il presidente di Federacciai, Alessandro Banzato, "le regole del gioco vanno rispettate. Non possiamo, come sistema Paese, permetterci di non dare certezza del diritto a chi vuole investire nella nostra economia, siano investitori italiani, siano investitori internazionali". I lavoratori dello stabilimento tarantino non nascondono le proprie preoccupazioni e auspicano una soluzione che possa garantire stabilità occupazionale e il rispetto degli impegni sul piano ambientale. In fabbrica c'è poca voglia di parlare, ma chi lo fa si esprime con prudenza e attende che l'azienda sciolga innanzitutto il nodo relativo alla Cassa integrazione ordinaria annunciata per 1395 unità a partire dal primo luglio e per 13 settimane

ITALIAN LANGUAGE DAILY NEWSPAPER

PUBLISHED BY GRUPPO EDITORIALE OGGI

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Tutti i diritti riservati @ GRUPPO EDITORIALE OGGI e A SOAKING MEDIA