ArcelorMittal/L’azienda ricorre al Tar contro il riesame Aia

di Giacomo Rizzo


TARANTO. ArcelorMittal impugna al Tar Puglia il decreto del ministro dell'Ambiente Costa che dispone per l'ex Ilva il riesame dell'Aia (Autorizzazione integrata ambientale) contenuta nel Dpcm del 29 settembre 2017, il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci parla di "grande schiaffo" e l'azienda si affretta a spiegare che si tratta di un ricorso con "finalità meramente cautelative" che non "contrasta con lo spirito di piena collaborazione" in attoDopo la partita dell'immunità penale, momentaneamente chiusa con la norma portata in Cdm dal ministro Di Maio e inserita nel Dl imprese, che introduce un piano di tutele legali "a scadenza" per l'azienda, strettamente vincolato al rispetto del piano ambientale secondo precise prescrizioni, ora diventa terreno di scontro il riesame dell'Aia. A sollecitarlo era stato proprio il sindaco Melucci con una istanza - inoltrata il 21 maggio - che richiamava i potenziali rischi per la popolazione emersi dal rapporto di valutazione del danno sanitario elaborato da Arpa Puglia e Asl Taranto. Il 27 maggio il ministro Costa ha firmato il decreto che ha disposto il riesame dell'Autorizzazione integrata ambientale per lo stabilimento siderurgico di Taranto "al fine di introdurre eventuali condizioni aggiuntive motivate da ragioni sanitarie".L'azienda, da parte sua, fa sapere di aver presentato la settimana scorsa "un ricorso precauzionale in relazione al decreto di avvio del riesame dell'Aia emesso dal ministero dell'Ambiente per finalità meramente cautelative. Non perdere la facoltà di tutelare eventualmente i propri diritti - precisa - non vuole in alcun modo contrastare lo spirito di piena e attiva collaborazione che la società sta dimostrando e vuole continuare ad avere con le Autorità competenti. ArcelorMittal Italia è impegnata con serietà nel realizzare tutti gli interventi del Piano ambientale, nel rispetto delle scadenze stabilite nel decreto Aia". Per il sindaco Melucci, l'azienda "non comprende quanto sia cruciale per Taranto il tema del danno sanitario, senza un quadro chiaro per il futuro in questo frangente i tarantini tutti non consentiranno alcuna produzione, non sarà un comunicato stampa o un protocollo di intesa che risolveranno la questione questa volta. Ho chiesto al Ministro Di Maio di convocare con urgenza gli enti locali". "Nessuno - incalza il sindaco - può sottrarsi in questo momento, ascoltiamo il grido delle parti sociali e decidiamo insieme come correggere la pessima strada che questo gestore ha imboccato, sempre che esso abbia davvero in animo di restare a Taranto". Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, che ha appreso del ricorso "dalla stampa", annuncia di "avere dato mandato all'Avvocatura regionale di intervenire 'ad opponendum' nel giudizio al Tar Lecce". "L'affittuario brandisce oggi l'arma giurisdizionale - aggiunge il governatore pugliese - per tentare di paralizzare l'unico atto che può riaprire il tema delle autorizzazioni ambientali, con il contributo istruttorio della Regione attraverso la valutazione pre- ventiva di impatto sanitario commissionata all'Organizzazione Mondiale della Sanità. Noi non ci fermeremo - conclude Emiliano - e faremo tutto ciò che è possibile per tutelare la salute dei cittadini e l'ambiente". Il Codacons definisce "una posizione vergognosa quella di ArcelorMittal". Per l'associazione di consumatori è "una ragione in più per revocare la vendita all'azienda e chiudere definitivamente la fabbrica, unica strada realmente percorribile per tutelare Taranto e i suoi cittadini".

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