Archiviazione per 116 indagati


MAFIA CAPITALE/LA DECISIONE DEL GIP ARRIVA MENTRE VA IN SCENA A REBIBBIA IL PROCESSO CONTRO 46 IMPUTAT


ROMA. Politici, imprenditori, professionisti. Un gruppo di 116 persone, tutte finite nel registro degli indagati della maxinchiesta su Mafia Capitale e per i quali la Procura chiede ora al gip l'archiviazione. Una decisione che arriva pro- prio mentre il processo, di scena nell'aula bunker di Rebibbia e che vede 46 persone imputate, si avvia nella fase più delicata in vista di una sentenza che, se i tempi verranno rispettati, potrebbe arrivare già prima dell'estate. Al momento sono circa una dozzina gli imputati che hanno scelto riti alternativi e sono giunti già ad una condanna. Molti per i quali la Procura ha chiesto l'archiviazione hanno saputo solo in queste ore di essere finiti nell'inchiesta che ha sconvolto i palazzi della politica all'ombra del Campidoglio. I pm di piazzale Clodio non sono tenuti, infatti, ad informare gli indagati, neanche con la richiesta di archiviazione. Oltre al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, finito nel registro degli indagati dopo alcune dichiarazioni rese da Salvatore Buzzi, il ras delle coop romane e tra i principali imputati nel processo, per l'accusa di corruzione e turbativa d'asta, sono molti i nomi "noti" per cui i pm di piazzale Clodio sollecitano l'archiviazione alla luce del fatto che non sono stati trovati elementi per proseguire le indagini.

Nell'atto è citata la richiesta di archiviazione per l'accusa di associazione mafiosa per l'ex sindaco, Gianni Alemanno, e si fa riferimento al fatto che l'ex primo cittadino è attualmente sotto processo per finanziamento illecito. In riferimento all'accusa di cui si chiede l'archiviazione i magistrati sottolineano la "presenza di contatti tra lui e gli apicali dell'organizzazione ed essendo certa la curvatura dell'attività nella direzione degli interessi dell'associazione". La Procura ha chiesto di archiviare la posizione di Vincenzo Piso, parlamentare, ex PdL ora al gruppo Misto, a cui era contestato il reato di finanziamento illecito. Molti i politici locali: il presidente del Consiglio Regionale, Daniele Leodori (turbativa d'asta), l'ex consigliere comunale con delega per lo sport sotto la giunta Alemanno, Alessandro Cochi (turbativa d'asta), l'ex braccio destro e l'ex capo segreteria di Alemanno, Riccardo Mancini e Antonio Lucarelli (associazione mafiosa. Tra gli imprenditori Luca Parnasi (corruzione). Poi Gennaro Mokbel (riciclaggio), quest'ultimo condannato in primo grado per il caso Tis-Fastweb. Chiesta l'archiviazione anche per Ernesto Diotallevi (associazione mafiosa). Infine i pm hanno chiesto l'archiviazione anche per Paolo Dell'Anno, Domenico Leto e Michelangelo Curti, indagati per associazione mafiosa. La maggior parte era stata indagata dopo le parole di Buzzi. Parole, scrivono i pm nella richiesta di archiviazione, "apparse sospette e ancorate a una precisa strategia difensiva, proiettata a dimostrare la propria estraneità all'associazione di tipo mafioso contestatagli". Per i magistrati di piazzale Clodio "le parole di Buzzi sono state spesso il frutto di notizie raccolte 'de relato’ oppure non sono risultate corroborate o suffragabili da idonei riscontri. La reticenza di Buzzi sui fatti da lui commessi e su alcuni soggetti - concludono i pm- incide negativamente sulla sua attendibilità intrinseca, per cui le sue dichiarazioni vanno vagliate con particolare attenzione e prudenza".


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