“Arma unica al mondo”

RUSSIA/GIALLO FITTO SULL’INCIDENTE NUCLEARE DI AGOSTO. PUTIN SIBILLINO


di Giuseppe Agliastro



MOSCA. Resta avvolto nel più fitto mistero l’incidente nucleare avvenuto l’8 agosto nel poligono militare di Nyonoksa, nel nord della Russia. Il Cremlino continua a mantenere il massimo riserbo sull’arma che ha provocato la micidiale esplosione, ma Vladimir Putin ha assicurato che è un’arma che “non ha analoghi al mondo” e ha promesso che “verrà perfezionata”. Gli esperti ritengono che si tratti di un missile da crociera a propulsione nucleare. Le ipotesi sono tante, ma la più gettonata è quella del Burevestnik: un nuovissimo siluro che non avrebbe limiti di gittata. La parte russa però finora ha solo fatto sapere che l’incidente si è verificato durante il test di un motore missilistico atomico. E anche questa è in realtà una versione a cui non tutti credono. La deflagrazione di quest’estate ha ucciso cinque ingegneri nucleari e due militari, facendo temporaneamente aumentare il livello delle radiazioni nella zona. Il presidente russo ha consegnato, in una cerimonia al Cremlino, dei riconoscimenti ai familiari delle vittime spiegando che “ognuno di loro ha fornito un contributo inestimabile al rafforzamento dello Stato russo”, inoltrandosi subito in un terreno che conosce bene: quello dell’orgoglio nazionale. “Stiamo parlando di armi progettate per garantire sovranità e sicurezza alla Russia nei decenni a venire”, ha detto, sottolineando che “tali tecnologie uniche” sono “oggi la più importante e affidabile garanzia di pace sul pianeta”. Poi è arrivata la promessa, fatta direttamente alle vedove della tragedia della scorsa estate: “Certamente perfezioneremo quest’arma nonostante tutto”. Secondo l’agenzia atomica russa Rosatom, gli ingegneri avevano completato un test su una piattaforma offshore del poligono navale sul Mar Bianco quando è scoppiato un incendio e il motore missilistico è esploso scaraventando i tecnici in acqua. Il bilancio ufficiale è di sette morti e sei feriti. La tragedia è stata gestita in maniera inadeguata, facendo tornare alla mente i tentativi sovietici di insabbiare le reali conseguenze di un incidente nucleare infinitamente più grave come quello di Chernobyl. Subito dopo l’esplosione di quest’estate, Mosca aveva infatti assicurato che il livello delle radiazioni non era aumentato. Ma nel giro di quattro giorni è stata costretta ad ammettere che nella città di Severodvinsk, a 47 chilometri dal poligono, era invece salito di 16 volte. Per quel che riguarda la “misteriosa arma” di Putin, è possibile che si tratti di uno dei “super missili” che il leader del Cremlino presentò l’anno scorso al mondo come capaci di penetrare qualsiasi difesa antimissilistica. C’è chi pensa che l’esplosione sia stata causata dal missile da crociera anti-navi Zirkon, in grado di viaggiare a otto volte la velocità del suono, e chi dal drone-siluro sottomarino Poseidon. L’ipotesi più condivisa è però quella del Burevestnik - Skyfall secondo la dicitura Nato - un razzo che in teoria non avrebbe limiti di gittata e prende nome dalla procellaria, un uccello marino che vola sfidando le tempeste. Un alto funzionario del Dipartimento di Stato Usa, Thomas DiNanno, ha però un’altra versione: l’incidente non sarebbe avvenuto durante un esperimento ma in un’operazione di recupero di un missile dal fondo del mare dopo un test finito male. Comunque siano andate le cose, Putin continua a puntare molto sul rafforzamento degli armamenti e ha annunciato che nei prossimi anni le forze russe investiranno sempre di più in intelligenza artificiale in modo da produrre robot da combattimento e droni, ma anche armi laser e ipersoniche.

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