Arquata pronta a rialzarsi


SISMA/L’OBIETTIVO DEL SINDACO PETRUCCI: “SCUOLE APERTE IL 30 SETTEMBRE”



ARQUATADELTRONTO.“Dobbiamoriaprire le scuole, è fondamentale. Se non ci riusciamo i bambini e le loro famiglie saranno costretti a trasferirsi e la nostra comunità perderà la sua identità”. Il sindaco diArquata,Aleandro Petrucci, spinge sull’acceleratore e indica una data- obiettivo, il 30 settembre. Lo aiuta il vescovo diAscoli Piceno Giovanni D’Ercole, il monsignore che ha celebrato i funerali solenni sabato scorso per alcune delle vittime del terremoto, che nel comune di Arquata ha ucciso oltre un terzo della popolazione che quella terribile notte si trovava nel paese e nelle sue frazioni. La Caritas, annuncia il vescovo, ha assunto l’impegno - sottoscritto in una lettera al Comune - per la costruzione di una prima scuola. Sarà messo in piedi un prefabbricato, i tempi previsti coincidono con le speranze del sindaco: l’ultima settimana di settembre. La corsa contro il tempo è iniziata. Nella tarda serata le autorità competenti faranno il punto per iniziare a individuare le zone dove verranno allestite le scuole. “Spero che riusciremo a metterle vicino a quelle vecchie”, tutte distrutte o gravemente lesionate, spiega il sindaco. “Così i ragazzi si sentiranno vicini al loro passato”. Il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ha già garantito l’impegno del governo e assicurato che il problema delle strutture scolastiche è prioritario. Intanto a Borgo, la frazione dominata dalla rocca dove sorge Arquata, il campo sportivo pulsa sotto un sole torrido che ha spinto le unità mediche a inoltrare la richiesta per la fornitura di creme solari. Ma gli sfollati diArquata sorridono: “Siamo fortunati, in genere a fine agosto il freddo comincia a farsi sentire forte da queste parti”. Temono che le previsioni sull’arrivo di un’ondata di maltempo - a partire da martedì - siano confermate. La pioggia potrebbe trasformare il campo sportivo in un mare di fango. Il centro che ospita gli sfollati, i comandi operativi delle forze dell’ordine, delle unità di soccorso, è stato infatti allestito su due campi da calcio in erba. La tendopoli è ora monitorata 24 ore su 24 dai carabinieri che controllano la zona. Preoccupano gli sciacalli, ma fino a oggi, dice il comandante della stazione, Vincenzo Albanesi, l’attività di prevenzione ha avuto successo. Gli sfollati poi sono stremati dalla presenza del circo mediatico: tutti lamentano tentativi meschini segnati da irruzioni anche nelle ore notturne di troupe e cronisti di ogni genere e sorta all’interno delle tende. Ma questa popolazione è forte: si cerca di sorridere, far finta che la situazione in fondo sia normale. E per favorire questo percorso sono scese in campo le Poste, che hanno inviato una unità postale mobile che funziona come un normale ufficio. E’ posizionato all’interno di un furgone bianco. Accanto, un container della Protezione civile è stato trasformato nella sede provvisoria del comune. Arquata accelera, spera nel futuro e prega che non arrivi la pioggia.


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