Arrestata «Lady dentiera»


IN MANETTE PER TANGENTI LA «ZARINA» DELL’ODONTOIATRIA LOMBARDA MARIA PAOLA CANEGRATI


MILANO. È stato presentato il conto, alla 'zarina’ dell'odontoiatria lombarda, Maria Paola Canegrati, arrestata assie- me ad altre 21 persone il 16 febbraio 2016 nell'ambito di un'indagine su un giro di presunti episodi di corruzione in appalti per i servizi di odontoiatria in Lombardia. Tra loro c'era anche l'ex presidente della commissione Sanità della Regione Lombardia Fabio Rizzi. A farlo è stata la procura della Re- pubblica di Monza tramite carabinieri e finanzieri, che hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo d'urgenza sui beni e conti correnti per un valore complessivo di circa 2,5 milioni di euro. Valori che secondo le indagini dei carabinieri di Milano e della Guardia di finanza di Monza sono riconducibili all'imprenditrice (ai tempi degli arresti definita 'lady dentiera’ dai media per via dei rimborsi odontoiatrici illeciti che riusciva a movimentare) e al suo commercialista e consulente bergamasco, Giancarlo Marchetti, nonché a due società operanti nel settore dell'odontoiatria di cui lei era amministratore unico. Nelle indagini sono anche emerse alcune 'spese pazze’: centinaia di migliaia di euro in negozi di abbigliamento (90mila in un solo colpo), 18.640 euro tra spugne e biancheria, oltre 100mila euro in gallerie d'arte, per non parlare di orologi preziosi. Parte di questi beni sono stati recuperati ma, poiché un numero consistente manca all'appello, l'ipotesi è che siano serviti come regalie. La misura cautelare scaturisce dagli ulteriori approfondimenti svolti dopo l'arresto della donna, che hanno consentito di contestare, a vario titolo: "Dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, commessa in concorso con il commercialista, evadendo le imposte per un importo di circa 445mila euro, attraverso l'utilizzo di fatture false pari a oltre1,8 milioni di euro emessedasocietà estere; truffa e tentata truffa aggravata, commessa mediante l'artificiosa duplicazione di prestazioni odontoiatriche soggette a rimborso da parte del Servizio Sanitario Regionale, procurandosi un ingiusto profitto di oltre 345 mila euro; appropriazione indebita, effettuando prelievi ingiustificati dalle casse delle società a lei riconducibili e acquisti di beni e servizi per sé o per terzi mediante l'utilizzo di carte di credito aziendali ovvero facendo addebitare le fatture alle società, procurandosi un ingiusto profitto di oltre 2,6 milioni di euro". Soldi questi ultimi, confluiti anche nella sua immobiliare. Canegrati non ha al momento ricevuto alcuna condanna: sarebbe arrivata vicino a un patteggiamento con l'autorità giudiziaria ma poi tutto è saltato. Il giro illecito ricostruito - di circa 400 milioni di euro- sarebbe stato organizzato attorno a liste d'attesa gonfiate e una serie di trucchi per far credere ai pazienti che una prestazione nel privato sarebbe costata soltanto poco più che una nel pubblico, tra presunte mazzette e appalti pilotati in molti ospedali lombardi.


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