Arrestati i fratelli Tuttolomndo

PALERMO CALCIO/GLI EX PROPRIETARI DELLA SOCIETÀ IN CARCERE PER BANCAROTTA FRAUDOLENTA



PALERMO. Le menti della truffa erano due fratelli: gli imprenditori Walter e Salvatore Tuttolomondo che, per 10 euro, quasi due anni fa comprarono il Palermo Calcio dal chiacchierato e pluri indagato patron Maurizio Zamparini. "Un colpo di mercato", scrive il gip che ha arrestato entrambi per bancarotta fraudolenta, che avrebbe portato ai Tuttolomondo la proprietà di una società calcistica in cattive acque, ma con la prospettiva della promozione in serie A e un potenziale tesoretto di 40 milioni di euro in diritti tv e sponsor. Le cose però non andarono secondo i piani: la società, che si chiamava U.S. Città di Palermo s.p.a., fu penalizzata dal Tribunale della Federazione Italiana Giuoco Calcio per gli illeciti sportivi commessi negli anni precedenti da Zamparini e si vide preclusa la possibilità di promozione in A. Una tegola per i Tuttolomondo che a quel punto, come scrive il gip, "si sono trovati tra le mani la patata bollente di una società piena di debiti e senza alcuna liquidità". Ma i due imprenditori per evitare il peggio e riuscire comunque a iscriversi al campionato avrebbero cercato di truccare le carte, cominciando col nascondere lo stato di insolvenza prima di tutto ripianando i debiti fiscali con crediti portati "in dote" da altre società del gruppo, l'Arkus. Crediti , legati al fantomatico acquisto del ramo d'azienda della Group Itec srl, società estinta per inattività dal 2010, quindi inesistente. Come i crediti vantati. I guai, però, non finirono lì. La Lega Serie B bocciò il tentativo di iscrizione al campionato ritenendo non regolati i debiti fiscali e non pagati gli stipendi. Una decisione che svincolò i giocatori dal rapporto con la società e determinò l'azzeramento dell'unico attivo consistente nei diritti pluriennali alle prestazioni dei giocatori, i cosiddetti cartellini. Prima che la barca affondasse e la società, a seguito di istanze sia della Procura che dei giocatori i cui stipendi non erano stati pagati, venisse dichiarata fallita, - scrive il gip che definisce Salvatore Tuttolomondo una personalità criminale - gli imprenditori, i suoi collaboratori e alcuni professionisti, svuotarono le casse dalle liquidità rimaste". Dopo una pretestuosa richiesta di concordato preventivo per evitare il crack, i due fratelli, grazie a una serie di professionisti complici, avrebbero effettuato pagamenti non autorizzati dal Tribunale di Palermo per oltre 200 mila euro a favore di professionisti e fatto sparire così 341.600 euro dal conto corrente del Palermo calcio a favore di una loro società in realtà non operativa. Una bancarotta che gli è costata il carcere. Col fallimento della società, dichiarato nel 2019 dal tribunale, è finita l'era Zamparini. L'imprenditore palermitano Dario Mirri ha rilevato il solo titolo sportivo creando una nuova società e ripartendo dai dilettanti. Dopo la promozione conquistata lo scorso campionato, oggi il nuovo Palermo calcio milita in Serie C

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