Arrestati sette reclutatori



RUSSIA/ERANO AL SOLDO DI ISIS E AL NUSRA. IL CREMLINO “ORDINA” MANIFESTAZIONI

MOSCA. Mentre San Pietroburgo torna lentamente alla normalità, e osserva il suo secondo giorno di lutto cittadino, gli inquirenti russi proseguono l'indagine per accertare chi siano i responsabili dell'attentato al metrò. Il test del Dna ha confermato che i resti ritrovati sul vagone della linea blu della metropolitana appartengono effettivamente a Akbardjon Jalilov, il 22enne di origine kirghisa, con passaporto russo, accusato di essere il kamikaze della strage. Nel suo appartamento gli investigatori hanno rinvenuto oggetti "compatibili" con l'ordigno rinvenuto nella stazione di Ploshchad Vosstaniya e hanno portato tutto in laboratorio per effettuare ulteriori test. I parenti, intanto, continuano ad essere interrogati. In ospedale, ha fatto sapere il ministero della Salute, restano ricoverate oltre 50 persone, tre delle quali versano in gravi condizioni. Poliziotti e agenti dell'Fsb, i servizi di sicurezza russi, hanno inoltre fermato sette persone originarie dell'Asia Centrale con l'accusa di svolgere attività di reclutamento "per conto di al Nusra e Stato Islamico, soprattutto tra i connazionali" e nel corso delle perquisizione è stato "sequestrato materiale propagandistico islamista"; il gruppo, ha sottolineato il Comitato, non sembra però avere contatti con Jalilov, il cui background continua ad essere scandagliato alla ricerca di legami con l'Isis. In tutto questo il Comitato Nazionale Anti-Terrorismo ha respinto le voci - apparse sia sui social network che su alcuni media - secondo cui in diverse città russe sarebbero in preparazione altri attacchi terroristici. La commissione ha ricordato che la diffusione d'informazioni "false o non confermate" attraverso fonti anonime su presunti preparativi di attacchi terroristici in Russia è considerata "un reato".Il Paese d'altra parte è inquieto. Esperti di politica interna e membri delle opposi- zioni evidenziano che l'attacco di lunedì può tornare utile al Cremlino in vista della campagna elettorale per le presidenziali del 2018. E due diverse testate autorevoli come Kommersant e Rbk hanno rivelato che l'amministrazione presidenziale avrebbe "consigliato" ai governatori delle regioni di organizzare sabato 8 aprile manifestazioni "contro il terrorismo". Secondo una fonte, "il Cremlino cerca così d'intercettare la spinta del movimento di opposizione e usare il tema degli attentati per consolidare la società russa intorno al presidente Putin". Il Cremlino ha smentito ogni cosa. E ha ribadito di continuare la lotta al terrorismo nonostante la mancanza di "appropriato so- stegno" dalla comunità internazionale.


AmericaOggi.us Tutti i diritti riservati

Crea un account
e ottieni contenuti esclusivi e molto altro