Arrestato l’imprenditore che ride



BARI. Non rideva del terremoto. "Non avrei mai potuto ridere di una tragedia simile", dice al giudice con la voce commossa l'imprenditore di Altamura (Bari) Vito Giuseppe Giustino, agli arresti domiciliari dal 19 luglio scorso nell'ambito dell'inchiesta della Procura dell'Aquila su presunte mazzette in appalti pubblici gestiti dai Beni Culturali d'Abruzzo per la ricostruzione dopo il terremoto della scorsa estate nelle regioni del Centro Italia.

Giustino è stato sottoposto questa mattina ad interrogatorio di garanzia per rogatoria dinanzi al gip del Tribunale di Bari Giulia Romanazzi. Risponde di una presunta turbativa d'asta relativa all'appalto vinto dalla cooperativa l'Internazionale del quale era presidente del Cda per i lavori del teatro comunale dell'Aquila. Dinanzi al gip barese l'impren- ditore ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere ma i suoi difensori, depositando documentazione che attesta le sue dimissioni dal Cda della cooperativa, hanno preannunciato anche il deposito di una memoria tecnica per chia- rire la legittimità di quell'appalto.

Durante l'interrogatorio, però, Giustino non ha fatto del tutto scena muta. Ha voluto chiarire il contenuto di quella intercettazione telefonica nella quale, secondo l'accusa, rideva al pensiero di nuovi appalti in seguito al terremoto del centro Italia, in particolare ad Amatrice. "Non ho mai riso del terremoto.

Nella telefonata parlavo di altro" ha detto l'imprenditore di Altamura. Con riferimento proprio a quella intercettazione, nell'ordinanza di arresto il gip parlava di "risata beffarda" e "comportamento cinico". Giustino era al telefono con un geometra della sua stessa ditta e, sentendo che presso il Mibact era stata creata un'unità di crisi per valutare i danni ai beni architettonici, "ha riso in maniera beffarda della nuova situazione venutasi a creare, - scriveva il gip - in quanto per l'impresa il nuovo sisma non avrebbe potuto che portare nuovi introiti". Nei giorni immediatamente successivi agli arresti i suoi legali, gli avvocati Gaetano Castellaneta e Carlo Teot, avevano già diffuso una nota spiegando come Giustino non avesse in alcun modo "riso della tragedia del terremoto di Amatrice e dei morti di tale tragica calamità, né ha mai gioito di tale tragedia nella speranza di ottenere nuovi appalti".


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