Arrestato stupratore seriale



MILANO/TASSISTA ABUSAVA IN AUTO DELLE RAGAZZE ALL’USCITA DALLA DISCOTECA

MILANO. Violentate in auto in stato di semi- incoscienza, spossate dalla stanchezza per la notte sfrenata in discoteca e per il tanto alcol assunto, dall’uomo a cui invece avevano affidato il ritorno a casa su un taxi abusivo. E’ questa la sorte toccata, in due episodi distinti, a due ragazze milanesi sui 20-25 anni, che la mattina dopo hanno deciso di denunciare nonostante ricordassero solo spezzoni angoscianti. L’uomo, un albanese regolare che lavora nella pizzeria di famiglia, con piccoli precedenti ma non nel campo dei reati sessuali, è stato alla fine individuato dagli investigatori della Squadra mobile (e arrestato giovedì scorso) partiti da un video realizzato da una delle due vittime mentre tornava a casa con due suoi amici (che però sono scesi dall’auto prima di lei), in cui si vedeva l’interno dell’abitacolo e il particolare di un cuore rosso di stoffa appeso allo specchietto retrovisore. Un particolare che, insieme all’accento napoletano, al modello dell’auto, e alla descrizione di lei e dei suoi amici (con ricordi però tutti egualmente un po’ confusi) ha portato all’individuazione del presunto violentatore, prima riconosciuto e poi definitivamente inchiodato dal dna repertato nel corso della visita medica alla clinica Mangiagalli cui la ragazza del secondo episodio, avvenuto l’11 novembre scorso, si è fatta sottoporre il giorno dopo.Il primo episodio risale al 24 luglio 2016 ed era stato “ormai archiviato”, come hanno ricordato gli inquirenti, ieri, nel corso di un incontro con la stampa avvenuto in questura. Le due aggressioni però sono avvenute con modalità quasi uguali, e questo ha permesso di riaprire anche il primo caso. In entrambi il tassista abusivo ha adescato le vittime nel corso di una normale “corsa”, dallo stesso luogo, l’esterno della discoteca Old Fashion, a Milano, e allo stesso orario, tra le 4 e le 5 del mattino. Ha portato a domicilio prima gli accompagnatori delle ragazze, e poi si è fermato in una stradina secondaria mettendo in atto gli abusi. La preoccupazione degli investigatori che l’uomo possa essere un seriale è stata espressa sia dal sostituto procuratore titolare dell’inchiesta, Gianluca Prisco, sia dal dirigente della Squadra Mobile, Lorenzo Bucossi: “Certo il modus operandi così simile fa temere che l’uomo possa aver agito altre volte”. “Notizie come queste sono una medicina per le giovani - ha commentato il procuratore aggiunto Letizia Mannella - sia per tenere alta l’attenzione quando si è stanchi o alterati sia per spingere a denunciare”. Entrambi gli episodi, però, non erano stati divulgati alla stampa per “esigenze investigative”.


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