Arrestato un altro tunisino


TERRORISMO/FORSE È UN FIANCHEGGIATORE DELL’AUTORE DELLA STRAGE DI BERLINO


BERLINO. Nove giorni dopo l’attacco al mercatino di Natale di Berlino, la polizia tedesca ha arrestato nella capitale un presunto contatto del killer Anis Amri, che “potrebbe essere coinvolto nell’attentato”. È un tunisino anche lui, di 40 anni, che vive a Berlino, ha reso noto la procura generale di Karlsruhe. Il suo numero di telefono era stato salvato sul cellulare di Amri, smarrito dall’attentatore durante l’attacco e ritrovato dagli investigatori poco lontano dal tir. A lui e ad altri “islamisti di Berlino e della Ruhr”, secondo quanto rivelato da Focus, potrebbero essere giunti “messaggi vocali” e “foto” che Amri avrebbe inviato “fino a dell’attentato”. 10 minuti primaNelle prime ore del mattino, ha riportato Spiegel online, agenti della polizia federale hanno fatto irruzione nell’appartamento e nell’ufficio del 40enne tunisino, nel quartiere meridionale berlinese di Tempelhof, procedendo “al suo temporaneo arresto”. “Ulteriori indagini indicano che potrebbe essere stato coinvolto nell’attentato”, ha aggiunto in una nota la procura, che ha ora tempo fino a domani sera per avvalorare i sospetti e decidere se emettere un formale mandato di arresto. Nel frattempo la Sueddeutsche Zeitung ha rivelato che è stato il “sistema di frenata automatico” in dotazione al tir ad evitare che il bilancio dell’attentato fosse molto più pesante. Non è stato dunquel’autista polacco, probabilmente già morto al momento dell’attacco, ma questo si- stema a bloccare dopo 60, 70 metri la corsa del tir. E lo stesso quotidiano ha rivelato che le autorità di sicurezza hanno per due volte ritenuto “improbabile” che Amri progettasse attentati in Germania, discutendone nel Centro antiterrorismo, luogo in cui si riuniscono funzionari federali e dei Laender. E questo nonostante fosse noto che Amri aveva cercato “su internet istruzioni per fabbricare bombe e produrre esplosivo” e avesse tentato già “a febbra- io contatti con l’Isis”. Anche per queste falle che emergono giorno dopo giorno, gli investigatori tedeschi sono sotto pressione. Da un lato si cerca di svelare la rete di contatti che Amri aveva in Germania ed eventualmente in Italiatalia, dall’altra si prova a completare il tassello della fuga dopo l’attentato, da Berlino a Sesto San Giovanni. Anche su questo secondo versante il lavoro è com- plesso. Non sono dissolti i dubbi su una sua possibile tappa in Olanda. Un portavoce della procura di Nimega, città olandese al confine con la Germania e a 40 chilometri da Emmerich, dove il tunisino era ufficialmente registrato, ha det- to alla Dpa che è “molto probabile” che il tunisino sia stato ripreso “da solo” dalle telecamere della stazione alle 11.30 del 21 dicembre. In precedenza anche media francesi avevano riportato che Amri era arrivato a Lione da Ni- mega con un bus della linea Flexibus. Ma se- condo gli investigatori italiani non esiste ancora alcuna prova in base alla quale si possa affermare con certezza che il killer sia mai passato dall’Olanda perché la scheda sim trovata in suo possesso è olandese ma inutilizzata e quindi poteva anche averla avuta da altri. Solo una precisa valutazione del video della stazione di Nimega potrà sciogliere il nodo. Gli unici dati certi sono che Amri ha comprato a Lione un biglietto Tgv per Milano, via Chambery-Torino, che è stato a Bardonecchia e da lì ha raggiunto alle 22.14 del 22 dicembre la stazione di Torino Porta Nuova a bordo di un treno regionale. A Torino, come hanno confermato i video delle telecamere, non ha mai lasciato la stazione ed è ripartito per Milano sul regionale delle 22.54.


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