Aspi, ancora 48 ore di tempo

AUTOSTRADE/ULTIMATUM DEL GOVERNO: “OFFERTA VANTAGGIOSA O REVOCA”

ROMA.Ancora due giorni: se entro domenica Autostrade per l'Italia non farà al governo una proposta accettabile e "vantaggiosa per lo Stato" la revoca della concessione sarà inevitabile. A dettare l'ultimatum ai vertici di Aspi e della capogruppo Atlantia sono i tecnici, in un incontro di circa due ore al Mit, mentre fuori infuria la polemica politica.

Restano insomma altre 48 ore per decidere, e un Consiglio dei ministri si starebbe ipotizzando già per lunedì perché, come ha spiegato il premier Giuseppe Conte, la situazione è di tale importanza che dovrà essere condivisa da tutto il governo. Ma l'esito della trattativa non è scontato. E nella maggioranza, pur se cresce il fronte pro-revoca, restano profonde divisioni. A quasi due anni dal crollo del Ponte Morandi, mentre Ge- nova si pre- para a inaugurare il nuovo ponte di Renzo Piano, ancora non c'è la soluzione del dossier. La holding crolla in Borsa, perdendo in una seduta l'8,2% (a 13,1 euro). Pesa la sentenza della Consulta, che ha giudicato non illegittima l'esclusione di Aspi dalla ricostruzione, ha compattato e reso più forte il 'partito' della revoca e dato maggiori strumenti, anche giuridici, a chi continua a chiedere a gran voce che "i Benetton non gestiscano più le nostre autostrade", come fa il 5S Stefano Buffagni. Luigi Di Maio in serata è durissimo: "non dobbiamo avere paura di prendere decisioni nette" dice il ministro degli Esteri. La revoca, insiste anche Alessandro Di Batti- sta, non sarebbe una "vendetta" ma un do- vere "di autotutela" dello Stato "nell'interesse del Popolo e della sua sicurezza" e anche "nei confronti dei familiari dei morti" per il crollo del Ponte.Anche tra i Dem, finora sempre cauti, si fa strada l'ipotesi di chiudere il rapporto con la società controllata da Atlantia: "revocare la concessione ad Aspi non è impossibile" si spinge a dire sottosegretario all'Ambiente, Roberto Morassut, precisando che "occorre una forte attrezzatura giuri- dica e formale, perché il rischio contenzioso a danno dello Stato è elevato".

L'alternativa resta una "revisione radica- le della concessione", strada che ancora ora sarebbe caldeggiata da alcuni ministri Pd ma minoritaria nei gruppi parlamentari. Resta la contrarietà di Iv. Di certo, però, la decisione della Corte Costituzionale è un'arma che in molti, nella maggioranza e soprattutto nelle file pentastellate, considerano potente. Proprio la rinuncia a tutti i ricorsi sarebbe una delle condizioni che il governo avrebbe messo sul tavolo della trattativa, assieme a un deciso calo delle tariffe, in linea con le indicazioni dell'Autorità dei trasporti, a risorse compensative come penale per il crollo del ponte sul Polcevera (si parla di 3 miliardi), la tratta autostradale gratis per Genova.

Nell'incontro di circa due ore al ministero - da una parte del tavolo i capi di gabinetto di Mit e Mef,Alberto Stancanelli e Luigi Carbone, e il segretario generale di Palazzo Chigi Roberto Chieppa, dall'altra gli ad di Autostrade e Atlantia, Roberto Tomasi e Carlo Bertazzo - si sarebbe affrontato anche il tema della manutenzione e dei controlli, al centro del dibattito in questi giorni anche per i disagi per i cantieri in Liguria (sui quali la Procura di Genova ha aperto un fascicolo e il governatore Giovanni Toti ha chiesto i danni).

Non si sarebbe affrontato, invece, uno dei temi che appare cruciale, cioè quello del controllo della società e di una eventuale uscita dei Benetton. Ma le conseguenze della revoca, secondo lo stesso Tomasi, sarebbero "devastanti", quindi è probabile che si cercherà fino all'ultimo di trovare una soluzione compatibile.

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