Assad innervosisce Trump



LA CASA BIANCA: “IL REGIME SIRIANO STA PRODUCENDO NUOVE ARMI CHIMICHE”

NEW YORK. Il regime siriano sta sviluppando e producendo nuove armi chimiche. L’allarme arriva da Washington, e a lanciarlo sono alcuni alti funzionari dell’amministrazione Trump che nel corso di un briefing inviano un chiaro monito a Damasco. Un monito che arriva direttamente dalla Casa Bianca: gli Stati Uniti, se necessario, sono pronti a una nuova azione militare in Siria, con una potenza di fuoco maggiore rispetto alla scorsa primavera. Era lo scorso aprile, infatti, quando il presidente americano ordinò di bombardare la base aerea da dove partì l’attacco delle forze siriane che con l’uso di gas tossici e sostanze velenose fecero strage di civili in un villaggio, oltre cento morti. Un episodio documentato da immagini shock e che colpì molto Trump, che fino ad allora era sembrato avere una posizione più morbida nei confronti di Assad, o almeno non così dura come quella di Barack Obama. Il mese scorso l’amministrazione statunitense ha nuovamente accusato il governo siriano di aver lanciato l’ennesimo attacco chimico su un’area alle porte della capitale in mano ai ribelli anti-Assad. Almeno venti i civili morti in questo caso, tra cui ancora una volta molti bambini. E’ proprio studiando le caratteristiche di questo ultimo episodio che gli esperti del Pentagono sono giunti alla conclusione che la Siria stia producendo nuove armi più sofisticate, in violazione dell’accordo del 2013 in cui Damasco si è impegnata a distruggere il proprio arsenale chimico. I nuovi ordigni caricati con gas letali - si spiega - sarebbero più potenti e in grado di sfuggire più facilmente ai controlli. Mentre cresce il sospetto dell’amministrazione Usa che il regime sirianoonservi ancora uno stock di armi letali che avrebbe dovuto eliminare, un’ipotesi che viene definita “altamente probabile”. Ecco allora il messaggio che arriva direttamente dallo Studio Ovale: gli Stati Uniti non tollereranno una nuova proliferazione di armi chimiche in Siria e “non escludono la possibilità di un’azione militare”: non solo come rappresaglia, ma anche per prevenire il solo rischio che il programma siriano vada avanti e si usino ancora in futuro sostanze letali. Ma c’è un altro allarme rilanciato dagli esperti del Pentagono. Non è solo il regime di Assad infatti a preoccupare, ma anche l’Isis che, nonostante stia sempre più arretrando in Siria e in Iraq, continuerebbe a usare agenti chimici per fabbricare bombe al cloro o riempite del micidiale gas mostarda. Per realizzarle i militanti jihadisti ricorrerebbero a proiettili di artiglieria o a barili ed involucri esplosivi “improvvisati”. Una realtà quest’ultima che preoccupa anche in chiave terrorismo.


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