Assediato l’aeroporto di Hong Kong

LE PROTESTE ANTI-GOVERNATIVE SFIDANO IL DIVIETO DI MANIFESTARE, STUDENTI IN PIAZZA. 31 FERITI, 5 GRAVI, NEGLI SCONTRI DI SABAT





di Antonio Fatiguso

PECHINO. Le proteste anti-governative e pro-democrazia hanno sfidato a Hong Kong il divieto di manifestare mettendo in campo, all'indomani di uno dei più violenti episodi di guerriglia, una sorta di assedio all'aeroporto internazionale. Intanto, l'avvio dell'anno scolastico porterà oggi alla mobilitazione degli studenti delle superiori e universitari tra un raduno all'Admiralty e uno all'Università cinese di Hong Kong. Le entrare dell'aeroporto sono state bloccate con barricate di carrelli. Bloccati anche gli accessi via ferrovia e autostrada.

La Airport Express Line è stata sospesa nel primo pomeriggio, mentre la presenza massiccia della polizia in tenuta antisommossa ha fatto da deterrente e spinto i manifestanti alla ritirata dopo circa un'ora. Malgrado non ci siano stati blitz nell'aerostazione, peraltro vietati da un'ingiunzione del tribunale dopo i duri scontri di agosto, l'iniziativa ha congestionato il traffico stradale e creato disservizi ai passeggeri in partenza da uno degli hub più strategici al mondo: diverse persone hanno dovuto fare alcuni chilometri a piedi con le valigie, le autorità dello scalo hanno annunciato la cancellazione di 25 voli. Negli scontri di agosto ne furono invece cancellati un migliaio in soli due giorni. Sospesi gli autobus verso l'aeroporto dalla vicina città di Tung Chung, la cui stazione della metropolitana è stata devastata, la Tung Chung Line e la Disneyland Resort Line. La chiamata alla mobilitazione principale contro la legge sulle estradizioni in Cina si è diffusa rapida sui social media, insieme ad altre iniziative minori, quali un sit-in davanti al consolato britannico. Quanto al bilancio complessivo degli scontri tra attivisti e polizia, i feriti sono 31. Cinque persone sono in gravi condizioni, mentre 18 sono state dimesse dall'ospedale in mattinata e 8 risultano in condi- zioni stabili. La violenza, nella ricostruzione dei fatti, è esplosa tra Causeway Bay e Wan Chai fino a Tsim Sha Tsui e Mong Kok. Almeno 63 arresti sono stati eseguiti, tra cui quello di un ragazzo di 13 anni per il possesso di uno molotov. Le accuse spaziano dai reati contro il patrimonio al possesso di esplosivo e armi, alle manifestazioni non autorizzate e all'ostruzione all'esercizio dell'attività di pubblica sicurezza durante le operazioni svolte alla stazione Prince Edward. Qui la polizia è finita ancora nel mirino per la brutalità mostrata: su tv locali e social media sono apparsi video di estrema durezza, con colpi assestati con i manganelli a coloro che si trovavano nel treno fermo in stazione per lo stop del servizio della metropolitana. Una portavoce della polizia ha ribadito che gli agenti hanno usato finora 'la forza minima', evitando commenti su altri episodi. Mentre sono stati confermati i due colpi di pistola sparati a Victoria Park come avvertimento. E' la seconda volta in sette giorni che un episodio simile si verifica, quando le proteste sono arrivate al 13/esimo weekend di fila.

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