Atac, rivoluzione al vertice



ROMA/SIMIONI È IL NUOVO AMMINISTRATORE DELEGATO. VIA ANCHE FANTASIA

ROMA. A pochi giorni dalle dimissioni dell’ormai ex dg di Atac Bruno Rota, Virginia Raggi azzera e rilancia il vertice della municipalizzata dei trasporti di Roma. Un cambio totale in cui viene meno anche il ruolo di Manuel Fantasia come amministratore unico, figura sostituita da un Cda a tre. Nuovo presidente e amministratore delegato dell’azienda sarà il manager Paolo Simioni, che già prestava servizio in Campidoglio collaborando con l’assessore alle Partecipate Massimo Colomban coordinando un gruppo di lavoro ad hoc su Atac, Ama e Acea. La rivoluzione avviata ieri pomeriggio nella più complicata tra le aziende capitoline, con quasi 12 mila dipendenti e un debito pesante di 1,3 miliardi di euro, arriva al termine di giornate concitate in Campidoglio, dove la tensione è ancora palpabile. E con la prospettiva di delineare a stretto giro il futuro della municipalizzata, con l’ipotesi insistente della neces- sità di un concordato preventivo, ovvero un’amministrazione straordinaria per ripianare i debiti aziendali sotto l’egida del tribunale. A pesare sugli equilibri capitolini non sono solo le recenti dimissioni di Bruno Rota in rotta con il Movimento 5 Stelle, ma anche le vicende di uno dei più importanti assessori della giunta Raggi, quello al Bilancio, Andrea Mazzillo, che ha lasciato le deleghe alla casa criticando a mezzo stampa i criteri di alcune nomine e lo scollamento tra “molti” dei suoi colleghi di giunta e la maggioranza. Mazzillo, dato in bilico per tutto il weekend, ha aggiustato il tiro solo domenica sera, parlando via social di “distor- sione del suo pensiero e condivisione piena della linea della sindaca Raggi e del Movimento”. Il responsabile dei conti, salvo colpi di scena, dovrebbe restare al suo posto, ma le tensioni non sono superate e i chiarimenti politici d’obbligo. Proprio la nomina di Simioni, uomo vicino a Colomban, sembra un messaggio chiaro a Mazzillo - che nei giorni scorsi aveva fatto trapelare critiche all’assessore veneto alle Partecipate, che ha annunciato il suo addio a settembre, come concordato con la Raggi - e a quella ‘fronda anti-Raggi’ in Campidoglio che chiederebbe più autonomia nelle scelte dai vertici del M5S. Ancora: durante le conciate ore di Atac, arriva in Campidoglio anche il deputato Riccardo Fraccaro, membro del gruppo di supporto M5S agli enti locali, a testimoniare l’attenzione del Movimento nazionale per il nuovo caso Roma e la volontà di esserci nei momenti cruciali. “Nessuna fronda anti- Raggi”, ha garantito Mazzillo, ancora impegnato a Palazzo Senatorio in un incontro chiarificatore. “Vogliamo portare avanti l’impresa romana - dice Luigi Di Maio -. Roma ci insegna. Una cosa ad esempio abbiamo sbagliato: non aver preparato tutta la squadra prima delle amministrative”. Ma l’offensiva delle opposizioni è già pronta. Da FdI a Sinistra Italiana fino al Pd puntano il dito contro “il consiglio straordinario su Atac chiesto e negato dal M5S. La maggioran- za teme il confronto alla luce del sole”, l’affondo. “Avete capito come la Raggi risolve il disastro Atac? Aumentando le poltrone”, punta il dito il dem Roberto Giachetti. Ma il Comune precisa: “La modifica dell’assetto societario non comporta aggravi di spesa”. “Cambiano i nomi del Cda di Atac ma nessuno conosce la strategia dell’am- ministrazione 5 Stelle - afferma il segretario di Radicali Italiani Riccardo Magi - L’unica proposta politica in campo è quella del nostro referendum per la messa a gara del Tpl”.


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