Atalanta, una marcia in più

LA FIORENTINA CEDE ALLA DISTANZA NEL GIORNO IN CUI SI RICORDA IL SUO CAPITANO



ILICIC CHE PIANGE l’ex compagno e poi avvia la rimonta dell’Atalanta (ora a 41 punti con Lazio a Torino), la Fiorentina con la marcia in più nel cuore ma che con le gambe s’arrende alla distanza. Una sfida dal sapore di Europa e, sotterrata l’ascia delle polemiche dentro e fuori dal campo (gli incidenti del dopo- Coppa Italia, coi tifosi bergamaschi a protestare in corteo, in silenzio come nei primi 8 minuti del match), nel nome di Davide Astori, il capitano viola scomparso il 4marzo di un anno fa, il ragazzo della Valbrembana che in nerazzurro non aveva mai giocato. Fin dal prepartita, con le squadre accompagnate dai giovanissimi giocatori in erba della scuola calcio del San Pellegrino, proprio laddove il capitano viola aveva imparato a prendere confidenza col pallone. E poi le bandierine col 13 fatte sventolare dai circa 300 tifosi ospiti. Oltre alla commozione, c’è anche il calcio. De Roon (3') sbaglia l’al- leggerimento sulla rimessa laterale di Castagne, Muriel corre verso il diagonale sinistro rompighiaccio che lambisce la base del secondo palo. I viola a un giro di lancetta dal tributo sfiorano pure il bis, con Chiesa lanciato in contropiede da Veretout e Gollini a opporsi in corner. Quindi è l’ex compagno Ilicic a mettere la palla fuori per agevolare il minuto del ricordo: “Davide per sempre nel cuore”, recita lo striscione della Curva Nord atalantina, in contrasto stridente con “Firenze 27-2-2019: oggi a Bergamo, domani chissà... Basta abusi vogliamo la verità”. Lo sloveno non trattiene le lacrime, Gomez i palloni roventi che gli capitano tra 18' e 19', quando scalda i guantoni a Lafont dalla lunghissima e quindi dal lato sinistro sugli sviluppi del secondo angolo a favore. Al 25' e al 27' il portiere dei toscani replica di piede a Zapata, sulla combinazione Castagne-Ilicic, e poi a quest’ultimo sul lob del Papu. Al secondo tentativo, di lì a poco, è 1-1: punizione battuta velocemente dall’argentino, palla all’amico di Astori, slalom e destro deviato in porta da Biraghi. Gollini compie il miracolo (31') su Laurini, arrivato a rimorchio di Simeone, poi la magia di Gomez (34'), partito dalla trequarti difensiva e capace di scagliare la botta nell’angolino della rimonta da meno di venti metri sotto le gambe di CeccheriniL’assalto nerazzurro, con Chiesa a prendere il fondo a Djimsiti senza riuscire a imbeccare Muriel (40'), non accenna a fermarsi nemmeno alle soglie dell’intervallo. C’è superlavoro per Lafont sulla svettata di Mancini da corner di Gomez (44') e quindi sullo spiovente da sinistra dell’autore del 2- 1. Nella ripresa il botta e risposta tra Muriel, fermato in ripartenza dalla new entry Palomino (guai fisici per Masiello) al 7' e, a ruota, la combinazione con Zapata che Freuler non riesce a chiudere controllando male. Lafont torna in auge al 13' sulla punizione mancina di Ilicic, ed ecco il tris al quarto d’ora dopo due lisci di Zapata (su sponda di Djimsiti da corner e sul la di Gomez), quando Ca-stagne si sovrappone a Ilicic crossando al bacio per la fronte di Gosens. Sei giri di lancetta e la palla in uscita sul corner di Veretout arriva a Chiesa che convergendo da sinistra scaglia il bolide contro l’incrocio opposto. Indovina il filtrante per Gomez, sinistro largo di poco; stessa sorte per l’inserimento di Freuler (piattone fuori) appoggiato da Ilicic a 9' dal 90'. L’inzuccata di Dabo sull’ultimo angolo finisce sui tabelloni.

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