Attriti fra Londra e Mosca



DISINFORMAZIONE/MAY ATTACCA PUTIN: “BASTA INTERFERIRE IN OCCIDENTE”

LONDRA. Lampi di guerra fredda sull’asse Londra-Mosca come ai vecchi tempi, ammesso che i vecchi tempi siano mai passati. Theresa May, debolissima in patria, va all’attacco sul fronte orientale con un discorso di politica estera mirato alzo zero contro la Russia di Vladimir Putin, accusato d’immischiarsi nei processi elettorali delle “democrazia occidentali” e invitato perentoriamente a redimersi. La requisitoria, espressa in toni bellicosi, soprattutto se paragonati alle riserve e agli imbarazzi sull’argomento del grande alleato americano Donald Trump, ha trovato spazio in un’occasione politico-mondana: il tradizionale Lord Mayor’s Banquet di martedì, ospitato alla Mansion House di Londra. Fasciata in abito nero da sera, la premier conservatrice ha indirizzato frontalmente i suoi ammonimenti allo zar. “Sappiamo cosa fate, non avrete successo”, ha tuonato, giurando di non volere “un confronto perpetuo” fra l’orso russo e quello che fu il leone britannico, ma aggiungendo che occorre pur mandare al leader del Cremlino “un messaggio chiaro”: affinché “cambi davvero strada”. May ha provato a usare il “pericolo russo”, evocato come il più grave del momento, anche come leva per sperare di attenuare il rigore di Bruxelles e dei Paesi Ue nei difficili negoziati sulla Brexit e sui possibili futuri accordi commerciali. Al di là di questo mezzo salto logico, l’intervento di lady Theresa è stato lineare nel ribadire “l’impegno incondizionato” della Gran Bretagna per la sicurezza euro-atlantica di fronte alla “sfida” di Mosca. Al Paese più grande del mondo, l’inquilina di Downing Street ha rinfacciato come cosa provata le presunte interferenze nelle elezioni altrui (Usa in testa), il cyber spionaggio (ad esempio contro “il ministero della Difesa danese o il Bundestag tedesco”), l’uso “dell’informazione come un’arma” per “minare le società libere” dell’Occidente a colpi di “fake news”. Oltre alle azioni in Ucraina e all’annessione della Crimea. Accuse che il Cremlino in larga parte contesta, ma che sembrano trovare una qualche conferma giusto oggi, almeno nella vicenda della foto scattata sul luogo dell’attentato di Westminster del marzo scorso a una donna musulmana in atteggiamento apparentemente indifferente: foto che stando all’Independent sarebbe stata diffusa da un sospetto “troll russo” per seminare discordia. E che comunque non impediranno al capo del Foreign Office, Boris Johnson, di presentarsi il mese prossimo in riva alla Moscova per provare a riallacciare uno straccio di dialogo, in barba al linguaggio della Mansion House o a quello incrociato dei rispettivi media d’establishment. La risposta russa non si è fatta attendere: ironica fino all’irrisione nei confronti di un primo ministro che a casa sua potrebbe avere in effetti le settimane contate. “L’ordine mondiale che sta bene alla May è quello dell’occupazione dell’Iraq, della guerra in Libia, dell’ascesa dell’Isis e del terrorismo in Europa. E ha fatto il suo tempo”, l’ha rimbeccata il senatore Aleksiei Pushkov. Mentre il ministero degli Esteri moscovita, attraverso il profilo Twitter dell’ambasciata a Londra, ha immortalato la premier con un bicchiere di vino in mano e ha replicato al suo “sappiamo cosa state facendo” con una battuta sibillina: “Anche noi sappiamo cosa stai facendo tu, cara Theresa. Speriamo che un giorno possa assaggiare il vino rosso Massandra della Crimea”.


ITALIAN LANGUAGE DAILY NEWSPAPER

PUBLISHED BY GRUPPO EDITORIALE OGGI

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Tutti i diritti riservati @ GRUPPO EDITORIALE OGGI e A SOAKING MEDIA