Auto:mercatoincalo,Fca-11,7%



TORINO. Il mercato dell'auto europeo chiude in rosso anche a marzo: è il settimo dato negativo consecutivo, ma la flessione è contenuta. Le immatricolazioni nell'Unione Europea più Efta (Svizzera, Norvegia e Islanda) - secondo i dati dell'associazione dei costruttori Acea - sono state 1.770.849, il 3,6% in meno dello stesso mese del 2018 e il trimestre chiude con 4.032.881 auto vendute (-3,2%). Segno negativo a marzo per tutti i principali mercati europei: è l'Italia a registrare il risultato peggiore (-9,6%), anche a causa del forte calo del diesel, seguita da Spagna (-4,3%), Regno Unito (-3,4%), Francia (-2,3%) e Germania (-0,5%).Il calo italiano pesa su Fca che ha venduto 106.680 auto, l'11,7% in meno dello stesso mese del 2018 - il triplo del mercato - con una quota del 6%. Nei primi tre mesi dell'anno il gruppo ha immatricolato 259.733 vetture, con una flessione del 10,6%. Aumentano le vendite Jeep e Lancia. Bene il titolo in Bor- sa (+1,77%), spinto dalle nuove voci su un interesse di Renault e Peugeot a un'alleanza. Secondo il sito francese di informazione finanziaria Bfm Business, le due case francesi "si danno battaglia per allearsi con Fca" e c'è un vero "braccio di ferro". Solo qualche giorno fa, il 12 aprile, all'assemblea

degli azionisti ad Amsterdam, il presi- 2019dente John Elkann ha però ribadito che "la famiglia ha accompagnatoLe chiusure delle Borse Dow Jones della società negli ultimi 120 anni e continuerà a farlo". "Come in passato, siamo preparati a prendere decisioni e ad agire con coraggio e creatività per costruire un futuro solido e ricco di opportunità per Fca", ha affermato Elkann. "Male, ma non malissimo", commenta i dati del mercato europeo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, che mette in evidenza "fattori di freno specifici, come la demonizzazione del diesel, o comuni all'intera economia come il quadro congiunturale e per il Regno Unito, anche la Brexit". "Nuovo passo indietro per il mercato europeo", osserva Paolo Scudieri, presidente dell'Anfia, che sottolinea la flessione del 17% delle immatricolazioni di auto diesel nei cinque maggiori mercati, mentre Michele Crisci, presidente dell'Unrae, sollecita per l'Italia "la definizione di una visione strategica della mobilità che accompagni la tran- sizione verso le nuove motorizzazioni elettriche".

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