Autogrill: compleanno a NY



CONSEGNATOALPRESIDENTEGILBERTOBENETTONIL“GEIAWARD”PER40ANNI DIECCELLENZA

NEW YORK. Il nome Benetton, per chi abbia vissuto in Italia nei primi Anni Settanta, rimanda al fiorire di uno stile: capi casual, dal prezzo accessibile e dagli inediti colori. Ma in quell’epoca, Giuliana, Carlo, Luciana e Gilberto Benetton, posero il seme di un’attività che oggi ha trasceso settori commerciali, Continenti, prodotti e strumenti finanziari. Giovedì scorso, il Gruppo Esponenti Italiani (Gei) ha consegnato a Gilberto Benetton il “Gei Award”, che da anni pone alla ribalta un personaggio del variegato “Made in Italy” di successo (dalla politica all’industria). Benetton ha partecipato ieri al New Yorker TechFest, una conferenza immancabile per chi vuole entrare a contatto con quei personaggi che stanno rivoluzionando il panorama tecnologico mondiale: “Un’occasione per celebrare il 40simo anniversario di Autrogrill, società di cui sono il presidente” ha spiegato Gilberto ai 300 ospiti del Gei e del suo leader, Lucio Caputo, convenuti alla Essex House di Central Park South. “Gilberto Benetton - ha sintetizzato Caputo - è il regista della diversificazione, avvenuta negli ultimi 20 anni, della famiglia Benetton nei settori retail, infrastrutture ed immobiliare”. Siamo oggi anni luce dai maglioncini dai colori fluorescenti che hanno dettato una svolta nel vestiario degli italiani. “L’abbigliamento era considerato un settore maturo e non del tutto attuale” ha ricordato Gilberto Benetton, che con i fratelli avviò una rivoluzione ben più profonda di quella stilistica. Oggi il gruppo Benetton abbraccia infatti una serie di attività che fanno capo ad Edizione Srl, società non quotata, interamente controllata dalla famiglia originaria di Ponzano Veneto, tra le maggiori holding di partecipazioni italiane, con un patrimonio netto valutato 11 miliardi di euro nel 2016. Si va dalle infrastrutture e servizi per la mobilità (Atlantia), alla ristorazione autostradale e aeroportuale (Autogrill), al tessile e abbigliamento (Benetton Group), immobiliare ed agricolo (Edizione Property), con ovvie partecipazioni azionarie (Mediobanca e Generali). In ultimo è stata appena avanzata l’offerta per la multinazionale Guala Closures, leader mondiale nel settore delle chiusure di sicurezza per i settori bevande, farmaceutica e cosmetica.Ecco chi sono i Benetton, ed ecco cosa rapprenta Gilberto. Giovedì sera si è quindi ritrovato un uditorio dal forte accento-business: come la vicepresidente di Coca Cola Julie Hamilton, il suo collega di Starbucks Micheal Conway, Marco Patuano (amministratore delegato di Edizione), Alessandra Rubino (ceo di di Kimbo). Ed ancora, i rappresentanti del gotha aziendale italiano, come i Fratelli Beretta (salumi), Max Mara, Armani, il segmento bancario (Eni, IntesaSanpaolo, Citibank), con ampia rappresentanza della diplomazia (incluso l’ambasciatore d’Italia a Washington Armando Varricchio), della distribuzione vinicola ed alimentare e della stampa italiana. Gilberto Benetton ha preferito parlare di Autogrill Group, il quale gioca un ruolo determinante nella presenza italiana negli Stati Uniti “dove generiamo il 50 per cento delle vendite grazie alla sussidiaria HMSHost, che conta più di 30 mila dipendenti e che è l’indiscusso leader dei mercati nordamericani del cibo e delle bevande”. Benetton ha voluto anche aggiungere: “Credo possa sorpendervi sapere che tutti gli Starbucks negli aeroporti americani sono gestiti da HMSHost”. Autogrill è di certo l’azienda che Gilberto tiene ad esaltare: “Da una società esclusivamente concentrata sulle autostrade italiane, siamo diventati i leader della gente che viaggia, con presenza in 31 Paesi, 57 mila dipendenti e 4 mila punti vendita, con un portafoglio di mille brand che serve un miliardo di consumatori ogni anno”. Senza trascurare “l’amichevole acquisizione di Albertis, gestore delle autostrade spagnole”. Le parole dell’imprenditore sono improntate ad un ottimismo “non irrealistico”, piuttosto fondato sul concetto che “come Paese, possediamo intelligenza, desiderio e capacità di navigare la crescente complessità della storia”. Gilberto Benetton è infatti convinto che la comnunità italiana degli affari sia dotata di “iniziativa, creatività, tenacità e coraggio di cui siamo orgogliosi a buon ragione”. È d’accordo Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, che nella lettera di saluto definisce i Benetton “la più autentica espressione di quel Made in Italy di cui andiamo fieri anche per il contributo che offe alla reputazione dell’industria italiana. Estro, innovazione, organizzazione sono gli ingredienti di un meritato successo”.


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