Autorità energia/Niente rinvio sul fine tutela luce-gas

Arera ribadisce l’appello per un bonus sociale automatico. Avanti con un rafforzamento dell’offerta



ROMA. Poco più di quattro famiglie su dieci hanno scelto il mercato libero dell'energia e manca ancora il decreto con le misure di accompagnamento per la fine del regime di maggior tutela per la luce e il gas. Ma il presidente dell'Autorità per energia, reti e am- biente Arera, Stefano Besseghini, dice no a un nuovo rinvio della scadenza. "A luglio 2020 potrebbe presentarsi una soluzione non ottimale", dichiara alla Camera Besseghini per la sua prima relazione annuale, ma l'eventuale rinvio "rappresenterebbe un elemento di incertezza".

Avanti, quindi, da un lato con nuove tutele (non di prezzo) per i consumatori, ma anche con un rafforzamento dell'offerta. L'Autorità rinnova pertanto l'appello alla politica per rendere automatico il bonus sociale sulle bollette di energia e gas. Ad oggi usufruisce del bonus elettrico poco più di un terzo delle famiglie in difficoltà (il 36 per cento) e 1,4 milioni di nuclei che ne avrebbero diritto non presentano domanda. Rendere automatica la sua erogazione non impatterebbe sulle tariffe medie del gas e peserebbe su quelle elettriche dello 0,2 per cento, circa un euro l'anno. I clienti domestici complessivamente sono 29,5 milioni e solo il 43,4 per cento si trova nel mercato libero, una quota in crescita dal 38,8% del 2017. Salgono maggiormente gli operatori che sono 638, ovvero 73 in più in un anno. Besseghini chiede al settore di smarcarsi dall'immagine di comparto "inaffidabile, in mano a una varietà di soggetti dediti a pratiche commerciali aggressive, quando non scorrette" e auspica l'approvazione di un albo dei fornitori. Sul fronte dei prezzi, le tariffe per l'elettricità sono più bassi della media europea per la quasi totalità delle famiglie, mentre per il gas i prezzi sono sensibilmente più alti. Per la classe di consumo di gas più ampia, la penalizzazione è del 17%, rispetto alla media dell'area euro. Quanto all'acqua, le bollette medie di una famiglia tipo di tre persone raggiungono 306 euro (+3 euro dal 2017), con profonde disparità territoriali sia nelle tariffe sia nel servizio. Besseghini vede emergere con "sempre maggiore evidenza il fenomeno del water service divide" e denuncia situazioni soprattutto al Sud, "in cui si perpetuano inefficienze, abusivismo e tassi di morosità che raggiungono il 50%". I servizi pubblici possono però diventare "una fenomenale leva di cambiamento" rispetto ai divari territoriali ed è questa "la sfida principale" per il collegio dell'autorità. L'altra parola d'ordine per Besseghini è la "transizione verso la sostenibilità" con obiettivi di de- carbonizzazione, mitigazione della siccità e sviluppo dell'economia circolare. Su questo fronte l'Arera ha iniziato la sua azione anche nei rifiuti, per i quali studia una regolazione "flessibile, in grado di recepire e valorizzare le specificità territoriali" nel passaggio da tassa e tariffa. Il principio è pagare per quello che si getta. Il modello potrebbe essere quello dell'acqua dove con la regolazione e la leva tariffaria, gli investimenti sono triplicati dall’anno 2012 fino a raggiungere 3 miliardi.

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