“Avanti col programma”

GOVERNO/LA VISITA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO GIUSEPPE CONTE IN MOLISE

di Michele Esposito



CAMPOBASSO. Un bagno di folla segna il passaggio di Giuseppe Conte prima a Isernia e poi a Campobasso. Strette di mano e applausi, con il premier che firmando il Contratto istituzionale di Sviluppo per il Molise vuole dare una prova concreta della sua attenzione al Sud. Eppure, le ombre del Russiagate e i nodi legati ad un’amicizia “impegnativa”, come quella con gli Usa di Donald Trump sono lontane solo geograficamente. E per il premier, dopo i giorni della tempesta, ora la soluzione sarebbe sostanzialmente una: riferire al Copasir per chiudere una parentesi mediatica spigolosa. A far balzare la politica estera alle cronache c’è, del resto, l’attacco della Turchia in Siria. Un attacco che vede l’Ue andare in ordine sparso e Trump passare da un sostanziale placet alla ferma condanna. E’ in questo labirinto che Conte cerca di districarsi, alzando la voce contro Erdogan e i suoi “ricatti” sull’accoglienza dei rifugiati siriani, chiamando l’Ue a parlare con una sola voce ma non sbilanciandosi come la Francia che, ad esempio, annuncia la richiesta all’Ue di sanzioni nei confronti della Turchia. In mezzo, in fondo, c’è sempre l’alleato americano. Un alleato che, con il suo pressing sul caso Russiagate, rischia di complicare la vita politica interna del capo del governo. Eppure il presidente del Consiglio ostenta tranquillità. Il sospetto, nella mag- gioranza, è che la richiesta di riferire al Copasir sia volutamente tenuta nel cassetto dalla Lega, per logorarlo. Sospetto al quale fonti di Palazzo Chigi replicano più o meno così: se la richiesta di riferire non viene ufficializzata vuol dire che l’azione del premier non è così grave da richie- dere una convocazione urgente. E in serata, per Conte, arriva anche la sponda di Nicola Zingaretti, che si dice “sereno” sulla “solidità dei servizi segreti italiani”, chidendo che sulla vicenda non si faccia “gossip” ma si convochi il Capo del governo alla commissione bicamerale al più presto. Più distante, se vogliamo, l’atteggiamento di Luigi Di Maio. Il titolare della Farnesina, del resto, in questi giorni sta cementando una sua “politica estera” che non va sempre sulla scia di quella di Conte. Durissimo sull’attacco turco, il capo politico M5S non vuole che le maglie si allarghino neppure sui flussi migratori. E si prepara ad una visita ufficiale in Cina, il cui accordo sul Memorandum della Via della Seta è visto come fumo negli occhi Oltreoceano. Come se non bastasse il premier deve fare i conti anche con le fughe di notizie su un presunto aumento del contributo italiano alla Nato. Secondo La Stampa, nel bilaterale con Jens Stoltenberg il premier avrebbe assicurato un incremento della spesa militare italiani pari a 7 miliardi. Cifre seccamente negate da fonti di governo e dallo stesso ambasciatore italiano alla Nato Francesco Maria Talò: “Per l’Italia ci sarà un graduale incremento delle spese ma tra Conte e Stoltenberg non sono state evocate cifre”, spiega il diplomatico. In Molise Conte tuttavia preferisce concentrarsi sulla manovra - in vista dei vertici decisivi dei prossimi giorni -, sul piano per il rilancio del Sud che sarà vara- to unitamente alla legge di bilancio e sul Cis, in cui il governo ha dato il suo ok a 153 progetti per circa 220 milioni di euro. “Il Sud non può aspettare”, rimarca il premier sottolineando la rapidità nella valutazione dei progetti. Prima, a Isernia, Conte incontra 650 studenti e a loro assicura come il governo “lavori per i giovani, con una politica di ampio respiro che guardi agli anni e non alle settimane a venire”. Applausi e domande, all’Auditorium di Isernia, per il premier che racconta della sua vita da pendolare da ragazzo, nella non lontana Provincia di Foggia. E Conte lascia il Molise ribadendo un concetto: “il governo non fa promesse ma ha una strategia di rilancio per il Sud che tenga conto delle esigenze e delle identità locali”.

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