Avanti con i rialzi dei tassi


ANALISI DELLE PROSSIME MOSSE DEL NUOVO PRESIDENTE DELLA FED JEROME POWELL


NEW YORK. La crescita globale è sostenuta e la Fed, in questo contesto, intende andare avanti con la normalizzazione dei tassi di interesse e del suo bilancio. Il neo presidente Jerome Powell assicura l’impegno della banca centrale americana anche sul fronte della stabilità finanziaria: ‘’Restiamo vigili su nuovi eventuali rischi’’.

Un avvertimento che segue le recenti sedute turbolente sui mercati azionari, dove è tornata ad affacciarsi una forte volatilità.

Dopo anni di tranquillità infatti il Vix, l’indice della paura a Wall Street, è tornato a livelli non visti dalla Brexit e dalla crisi finanziaria spaventando i listini di tutto il mondo. E sul Vix, e su una sua possibile manipolazione, punta il dito una talpa anonima, che denuncia senza mezzi termini alle autorità americane falle nell’indice che consentono ai trader di muoverlo a loro piacimento senza l’obbligo di scambi o di uso di capitale.

Una denuncia pesante che piomba sui mercati alimentando i timori e i dubbi sugli Exchange-Traded Produtcs, i derivati che nelle ultime sedute di crollo dei mercati hanno contribuito ad accentuare le perdite.

Powell, prendendo la parola nel corso della sua cerimonia di giuramento, ha lanciato un messaggio proprio ai mercati: ‘’Il sistema finanziario è più forte e sicuro, con più capitale e liquidità e una migliore gestione del rischio’’dice. ‘’Restiamo comunque allerta’’.

Gli fa eco il presidente della Bce Mario Draghi: l’Ue è più preparata contro eventuali crisi di quanto non fosse dieci anni fa. Ma bisogna continuare il lavoro, è il monito del numero uno dell’Eurotower.

‘’Le cose sono cambiate, ma dobbiamo proseguire sul fronte della competitività, del debito e dell’unione economica e monetaria dove occorre approfondire l’integrazione, e i governi sono decisamente sulla strada giusta’’ aggiunge Draghi.

Sui progressi finora segnati si impegna a capitalizzare e andare avanti anche la Fed. Sulla scia dell’approccio da colomba di Janet Yellen, Powell parla di rialzi graduali dei tassi di interesse e di politica monetaria che sostiene il mercato del lavoro e un ritorno dell’inflazione all’obiettivo del 2%.

Un impegno a non mollare la presa Powell lo prende anche sul fronte della regolamentazione. ‘’Preserveremo i progressi effettuati in termini di regolamentazione finanziaria cercando allo stesso tempo di assicurare che le politiche siano il piu’efficienti possibile’’.

Intanto da un libro uscito ieri negli Stati Uniti, “Devil’s Bargain: Steve Bannon, Donald Trump, and the Nationalist Uprising”, si apprende che Steve Bannon, l’ex stratega della Casa Bianca, avrebbe preferito la conferma di Janet Yellen alla guida della Fed convinto che la sua politica monetaria da colomba avrebbe aiutato i salari. Nonostante il “tifo” per Yellen, Bannon non si è mai esposto direttamente con il presidente Donald Trump, e ha accantonato la sua idea quando Trump ha deciso per Jerome Powell.


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