Avvelenato dalla prostituta

NEW YORK/UN’OVERDOSE HA CAUSATO LA MORTE DEL CAPO CHEF DI CIPRIANI DOLCI


NEW YORK. Drogato in modo letale da una prostituta, probabilmente con ec- stasy liquida, e lasciato avvolto in un len

zuolo per tre giorni: e’ morto cosi’, nella stanza di uno squallido ostello del Queens, Andrea Zampironi, 33 anni, capo chef di Cipriani Dolci a New York, il ristorante della Grand Central. La polizia di New York ha risolto un giallo durato oltre una setti- mana, dalla scomparsa del giovane il 17 agosto al ritrovamento del suo cadavere mercoledì scorso, senza apparenti segni di violenza, sino all’arresto di ieri.

A finire in manette è stata Angelina Barini, 41 anni, nota come prostituta ed ora accusata di aver fornito overdose mortali a tre uomini, tra cui lo stesso Zamperoni, durante i loro appuntamenti in hotel di infima categoria a New York. Over- dosi di droga e/o narcotici, compreso il potente oppioide fentanyl.

Nel giro di una settimana, due di loro sono morti ma la donna e il suo protetto- re avrebbero continuato a drogare i loro clienti e anche a derubarli una volta che non erano più in grado di reagire, secondo gli atti d’accusa. La prima morte risale al 4 luglio all’hotel Astoria, nel Queens, dove la donna è stata catturata dalla videocamera mentre lasciava la stanza dopo il crimine. La vittima è morta di un cocktail letale di alcoli- ci, metanfetamina, cocaina e fentanyl. Il secondo decesso è dell’11 luglio, quan- do un uomo è stato trovato morto per una overdose di fentanyl in un altro ho- tel del Queens, dove Barini è stata filmata nuovamente dalle videocamere.

La terza vittima è Zamperoni, trovato morto al primo piano del Kamway Lodge, un ostello nel Queens a pochi isolati da casa sua, mal frequentato e conosciuto dalla polizia per i suoi giri di droga e pro- stituzione. In questo caso la donna era nella camera con il cadavere quando la polizia ha bussato di notte da lei il 21 ago- sto, alla ricerca dello chef scomparso da alcuni giorni. La denuncia era stata fatta dopo che Zamperoni non aveva fatto la consueta telefonata settimanale alla ma- dre in Italia e non si era presentato al lavoro, dove era sempre puntuale.

“Quando sono entrati, gli agenti han- no sentito un forte odore compatibile con quello di un corpo morto e di incenso bruciato”, ha scritto uno degli investiga- tori nel rapporto. “In un angolo della stan- za gli agenti hanno notato quella che sem- brava una pattumiera piena di lenzuola e un piede nudo che fuoriusciva”, si legge negli atti d’accusa, che identificano l’uo- mo con una sigla ma i cui dettagli comba- ciano con quelli dello chef. La donna, che era seminuda, era stata portata in caser- ma la notte stessa. Nell’interrogatorio ha sostenuto di non essere lei la responsa- bile e ha chiamato in causa il suo protet- tore.

A rendere tutto più raccapricciante è il fatto che, secondo i primi accertamenti, Zamperoni sarebbe morto domenica 18 agosto, il giorno dopo la sua scomparsa: il suo corpo sarebbe quindi rimasto lì per tre giorni. Gli esami tossicologici non sono ancora stati depositati e quindi la causa della morte non è ufficiale ma a uccidere lo chef sarebbe stata una over- dose di ecstasy liquida.

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