Avvistato uno Squalo



GIRO/NIBALI TRIONFA E SI PORTA A RIDOSSO DELLA MAGLIA ROSA

BORMIO (Sondrio). Doveva essere il giorno del Condor, invece è stata la tap- pa dello Squalo. Vincenzo Nibali ha scelto il modo più clamoroso per regalare il primo succes- so al ciclismo italiano, nel Giro numero 100. Enzino da Messina, sguardo fiero, deciso, l’unico in gara che sa come ci si impossessa di Giro, Tour e Vuelta, ha vinto sul percorso più duro, esigente, crudele: quello che prevedeva la scalata del Mortirolo e la doppia ascesa dello Stelvio. A Bormio ha trionfato nel giorno del 25/o anniversario della strage di Capaci (23 maggio 1992), dove morirono Falcone, la moglie Francesca e gli agenti della scorta. Non un giorno qualunque. Un anniversario tragico per la Sicilia e l’Italia. Lui, così fiero della propria ‘sicilianità’, è stato chirurgico nella scelta della strategia tattica da adottare, nel dosare le energie, traendo il massimo profitto dal caso che, a circa 32 chilometri dalla fine, gli ha fornito una grande opportunità. La maglia rosa Tom Dumoulin, infatti, si è fermato per un mal di pancia improvviso: l’olandese ha lasciato la bici a bordo della carreggiata, svestito e rivestito, è ripartito dopo un paio di minuti. Un contrattempo che lo ha fermato proprio mentre ci si preparava alla seconda scalata dello Stelvio dal versante svizzero e che ha innescato una mini-polemica dopo l’arrivo. Dumoulin ha contestato il mancato rallentamento dei rivali che in realtà hanno frenato, poi sono ripartiti ed è scoppiata la bagarre. Ti aspetti un attacco di Quintana, a capo del gruppetto di big che si trova a inseguire Landa, Kruijswijk e il ceco Jan Hirt, invece ai -25 parte come un invasato Nibalino e il colombiano si accoda, assieme a Pozzovivo e Zakarin, mentre Pinot si stacca immediatamente. È il primo verdetto di una tappa ancora tutta da scrivere. Landa resta solo in vetta allo Stelvio 2, perché Hirt non dura a lungo e Kruijswijk perde terreno a vista d’occhio. Lo spagnolo del Team Sky viene ripreso a -11,8 km, poco dopo il superamento dello Stelvio dal versante elvetico, poi si accoda in discesa alla ruota di Nibali. Nei curvoni che portano a Bormio, il siciliano dà spettacolo e si permette anche il lusso di saltare un rivolo d’acqua, per non far bagnare pericolosamente i tubolari e limitare al massimo i rischi. Uno spettacolo. Il funambolico Nibali prosegue a tutta, mentre Dumoulin stringe i denti e resiste, alla fine riuscirà a difendere la maglia per 31 secondi su Quintana, che guadagna anche 4 secondi di abbuono. Nibali sprinta con Landa e vince la tappa, fermando il ritardo da Dumoulin nella generale a 1’12", mentre il distacco dal colombiano adesso è di 41 secondi. Prima del via da Rovetta, lo Squalo dello Stretto accusava un -3’40" da Dumoulin e un -59" da Quintana, con Pinot che lo precedeva di 19"; adesso il francese è alle sue spalle, distante ben 2’38". Ricapitolando, Nibali ieri ha inflitto 12 secondi a Quintana e 2’17" alla maglia rosa, riaprendo di fatto il Giro, che ha inaugurato con il botto la settimana decisiva. L’ultima. E lo ha fatto con l’impresa di un Nibali strepitoso che ancora è terzo in classifica, ma notoriamente riesce a dare il meglio di sé nella settimana che conta, come conferma l’exploit di oggi, fra ali di folla, commoventi attestati d’affetto: sulla montagna dedicata a Scarponi, ma soprattutto sulle strade di Coppi. Come a voler dire: chi vuole vincere il Giro dovrà fare i conti con me. ‘Condor’ e Tulipani sono avvisati.


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