Azione militare sul tavolo



COREA DEL NORD/TILLERSON IN ASIA RAFFORZA LA MINACCIA CONTRO PYONGYANG

WASHINGTON. Washington alza la voce contro Pyongyang. L’indicazione del segretario di Stato Rex Tillerson, in visita in Asia, è chiara: “Tutte le opzioni sono sul tavolo” per contrastare la minaccia proveniente dalla Corea del Nord. Lasciando così la porta aperta anche per un’eventuale azione militare. L’Amministrazione Trump rafforza dunque il suo messaggio, mentre nella regione la tensione va salendo a fronte delle attività di Pyongyang volte alla costruzione di un missile balistico che guarda dritto agli Usa. “Sarò molto chiaro: la linea della pazienza strategica sta finendo” nei confronti della Corea del Nord e del suo programma nucleare, ha detto Tillerson, che ha visitato l’area smilitarizzata tra le due Coree. La “denuclearizzazione - ha aggiunto - è l’unica strada per la Corea del Nord per ottenere sicurezza e stabilità economica”. E ancora, a sottolineare che l’ultimo spiraglio va chiudendosi: “Stiamo esplorando una serie di misure diplomatiche, di sicurezza ed economiche. Tutte le opzioni sono sul tavolo” e le minacce “verranno fronteggiate con la risposta appropriata”. Ancora più chiaro quindi: “Se la minaccia del loro programma raggiungerà un livello che noi valutiamo richieda un’azione, quell’opzione è sul tavolo”. A fargli eco poco dopo il presidente degli Stati Uniti via Twitter: “La Corea del Nord si sta comportando molto male. Si sono presi gioco degli Stati Uniti per anni. E la Cina ha fatto poco per aiutare”. La Cina: questo l’altro tassello del mosaico che in Asia nordorientale va componendosi nel definirsi della politica estera firmata Trump, insieme con quello della Corea del Sud. E’ noto infatti che molta della sua forza la minaccia di Pyongyang la prende da una retorica bellica pomposa, ma lo spettro del potenziamento missilistico annunciato nei mesi scorsi dal leader nordcoreano Kim Jong Un e seguito da puntuali test adesso fa la differenza. E in Corea del Sud non manca chi vedrebbe di buon occhio il ritorno sul suo territorio di mezzi di deterrenza nucleare americani dopo il via all’installazione di un sistema antimissile americano. E la Cina non gradisce. Ha infatti già messo bene in chiaro la sua irritazione presso Seul. Se lo spiraglio resta tuttavia, potrebbe essere proprio Pechino a determinarlo se disposta ad esercitare pressioni su Pyongyang. Un nodo cruciale nei rapporti tra Stati Uniti e Cina, inevitabile quindi che emerga nel prossimo incontro tra Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping cui la Casa Bianca ha confermato che l’amministrazione sta lavorando. La data non è ufficiale ma si parla del 6 e 7 aprile. Tillereson è in Asia a prepararlo.


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