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Balbo accompagnatore della Roma negli Usa



NEW YORK. Mancano quattro giorni all’incontro tra Roma e Paris Saint Germain che aprirà ufficialmente i giochi per l’edizione 2017 della International Champions Cup organizzata da Relevent Sports a cui capo siede il dirigente italoamericano Charlie Stillitano. C’è grande attesa per la prima partita giallorossa della tournée che si svolgerà il 19 luglio al Comerica Park di Detroit con fischio d’inizio fissato per le 8:00 PM. Scelta particolare quella di Detroit, dove da qualche anno abita il grandissimo ex campione argentino della Roma, Abel Balbo, che accompagnerà i giallorossi durante tutto il percorso negli Stati Uniti. Infatti la squadra allenata da Di Francesco dopo la prima partita con il PSG, volerà alla volta di New York dove il 25 luglio affronterà il Tottenham alla Red Bulls Arena, per concludere il proprio cammino il 30 luglio a Foxborough,in Massachussets, dove sfiderà i campioni d’Italia della Juventus allo Gillette Stadium.

Abel Balbo, 51enne, nato a Empalme Villa Constitución, piccolo paese a sud della provincia di Santa Fe, inizia la sua carriera da professionista con i Newell’s Old Boys nel lonta- no ’87 vincendo anche il titolo argentino prima di passare al River Plate nell’88 ed essere trasferito in Italia nel 1989 tra le fila dell’Udinese. Balbo irrompe in Serie A, segnando oltre 60 gol con la maglia bianconera. Nel ’93 poi viene acquistato dalla Roma per quasi 18 miliardi delle vecchie lire dove, sotto la guida tecnica del grande Carlo Mazzone la squadra trova la quadratura del cerchio facendo grazie anche a Daniel Fon- seca ed un giovanissimo Francesco Totti. Tra il ’98 ed il 2000 gioca prima con il Parma dove vince anche una Coppa Uefa ed una Coppa Italia per poi accasarsi alla Fiorentina. Ma si sa che se certi amori non finiscono, dopo alcuni giri ritorna- no, ed infatti Balbo ritorna a giocare con la Roma allenata da Fabio Capello dove conquisterà lo scudetto a fine giugno del 2000.

Carriera di tutto rispetto anche con la Nazionale argenti- na per Balbo, collezionando 37 presenze tra il 1989 ed 1998, mettendo a segno 11 reti, tra cui il famoso gol di testa che regalò alla Selecciòn la qualificazione ai Mondiali USA ’94, su cross del “Pibe de oro” Diego Armando Maradona.

Ecco Balbo alla vigilia della sua missione di liaison del club giallorosso durante la tournée negli Stati Uniti. Cosa significa per lei rappresentare la Roma qui negli Sta- ti Uniti durante lo ICC?

Mi fa molto piacere, tutta nasce da una conversazione con Alex Zecca qualche tempo fa, passo molto tempo a De- troit dove seguo da vicino i miei figli negli studi ed ho colto al volto l’opportunità di collaborare con la Roma che comin- cia la propria avventura proprio qui a Detroit. Ho giocato sette anni nella Roma, soprattutto i primi cinque che sono stati i migliori della mia carriera in Italia, era un calcio abba- stanza diverso da quello di oggi anche nelle relazioni umane, ho avuto un grande rapporto con la tifoseria ed il presidente. Sono molto legato a Roma, alla squadra, tifosi ed anche loro lo sono con me ancora oggi. Qual è stato il suo rapporto con Francesco Totti e qual è il tuo punto di vista a riguardo del suo ritiro?

Francesco si è affacciato alla prima squadra quando ave- va 18 anni, io ero appena arrivato a Roma nel ’93 e lui ha iniziato la sua carriera facendo coppia proprio con me e su- bentrando a Fonseca, all’epoca infortunato, poi di là ha con- tinuato a crescere, diventando il grande campione che tutti oggi conosciamo. Se dovessi consigliare, direi a Francesco di fare quello che si sente di fare, perchè per continuare a giocare alla sua età bisogna aver molte motivazioni, e non è facile trovarle dopo aver giocato a livello altissimo tra club e nazionale vincendo tantissimo. Andare a giocare in Cina o negli Stati Uniti per esempio non darebbe le giuste motiva- zioni perchè è comunque “un calcio secondario”. Dipende logicamente dalla sua voglia, sono decisioni strettamente personali. Se fossi al posto suo, gli direi di seguire il cuore, se vuole continuare è bene che continui, altrimenti se gli piace la parte tecnica gli consiglierei di studiare per diventa- re allenatore o entrare nell’organico dirigenziale. Cosa ne pensa dell’operato del presidente della Roma Ja- mes Pallotta?

Un presidente che sta facendo sicuramente un ottimo lavoro, la Roma è una squadra che negli ultimi anni sta lavo- rando davvero bene, è stata un po’ sfortunata perchè è finita sempre seconda, ormai finire secondi sembra quasi niente, ma in realtà è davvero difficile, stesso discorso per il Napoli. Contro la Juventus c’è poco da fare in questi ultimi anni. Sono comunque soddisfatto di quello che sta facendo per la Roma e spero di conoscerlo personalmente al più presto.


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