Banche/Abi, le sofferenze di maggio sotto la soglia di 50 mld



Mai così basse dal marzo 2012. Tassi ai minimi, gli impieghi salgono

ROMA. L’orizzonte si rischiara sempre di più per banche, risparmiatori e investitori italiani: se da un lato infatti gli istituti di credito vedono diminuire progressivamente il morso delle sofferenze e aumentare gli impieghi, dall’altro famiglie e imprese possono beneficiare di un costo del denaro che oramai è ai minimi storici. La fotografia scattata dall’Abi ai grandi numeri bancario-finanziari di inizio estate mostra una situazione in continuo miglioramento.Adarne prova è la situazione degli attivi delle banche. Per la prima volta in sei anni le sofferenze sono scese sotto la soglia psicologica dei 50 miliardi: per la precisione a maggio scorso (ultimo dato disponibile) i crediti la cui riscossione è a rischio sono calati a quota 49,3 mld, una cifra che non si vedeva dal marzo 2012 quando si attestarono a 48,6 miliardi. A livello comparato si registra un calo di 1,7 miliardi rispetto ai 50,9 miliardi di aprile scoso e di ben 37,5 miliardi rispetto ai 86,8 miliardi di dicembre2016. In sostanza nel giro di 17 mesi le sofferenze si sono ridotte di oltre il 43 per cento e, rispetto al livello massimo raggiunto a novembre 2015 (88,8 miliardi), la riduzione è di quasi 40 miliardi (-44,5%). Quanto invece al rapporto tra sofferenze nette su impieghi, per trovare un dato migliore del 2,84 per cento registrato lo scorso maggio bisogna risalire al giugno del 2012, quando si attestava al 2,83%. Di pari passo con il miglioramento della qualità del credito aumentano vanno anche leerogazioni di prestiti da parte delle banche, complice il livello favorevole del costo del denaro. A giugno i finanziamenti a famiglie e imprese sono aumentati su base annua del 2,6% a 1.372.000 mld di euro, proseguendo la positiva dinamica complessiva del totale dei prestiti il cui tasso di crescita risulta su valori positivi da oltre 2 anni. Per quanto riguarda in particolare il mese di maggio si conferma la crescita del mercato dei mutui delle famiglie, in aumento del 2,3% rispetto al maggio 2017. Un rialzo che si spiega anche con la convenienza del costo del denaro. A giugno infatti i tassi di interesse sono scesi a minimi storici, sia nel caso dei mutui casa (1,80% contro l’1,83% di maggio e il 5,72% di fine 2007), sia in quello dei finanziamenti alle imprese (1,37% dall’1,43% di maggio e dal 5,48% di fine 2007) e più in generale nel caso dei tassi medi applicati ai prestiti alla clientela, scesi al 2,60% dal 2,63% del mese precedente (6,18% di prima della crisi, a fine 2007).


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