Banche/Mediobanca, ricavi record e più utili alza il dividendo



MILANO. Bilancio puntellato di record quello con cui Mediobanca archivia l'esercizio 2017-2018. In un contesto non facile per il settore bancario, i ricavi di Piazzetta Cuccia sono cresciuti del 10,2%, toccando il massimo storico di 2,42 miliardi di euro, mentre l'utile operativo ha superato con un anno di anticipo il target di un miliardo fissato per il 2019, attestandosi a 1,06 miliardi (+23,6%). Forte di una solida posizione patrimonia- le (Cet1 al 14,2%) e di un utile netto di 864 milioni (+15,2%), Mediobanca ha potuto premiare i soci aumentando il dividendo (+27% a 0,47 euro per azione) e lanciando un buy-back sul 3% del capitale con cui acquistare azioni da destinare ai dipendenti o da utilizzare come moneta di scambio nelle acquisizioni. I risultati sono arrivati, ha sottolineato l'ad Alberto Nagel, grazie alla "forte espansione commerciale", frutto anche delle acquisizioni di Barclays Italia, Esperia e del gestore alternativo Ram, che hanno potenziato i business e le reti distributive costruiti attorno alla storica attività di banca d'affari. Le commissioni di wealth management sono così salite al 40% di quelle di gruppo, il credito al consumo ha prodotto utili per 315 milioni (più dell'investment banking),CheBanca! ha raddoppiato il risultato operativo. "Le banche possono sopravvivere bene se si adattano, se cambiano e sanno intercettare i bisogni della clientela", ha detto Nagel. Mediobanca non rivedrà i suoi target. "Preferiamo andare avanti nella direzione di marcia che avete visto, che sarà ulteriormente rafforzata perché continueremo anche quest'anno a fare acquisizioni e crescere organicamente" ha detto l'ad, indicando nella gestione del risparmio, nel credito al consumo e nell'investment banking i bacini in cui fare shopping. Nagel ha parlato di "molte opportunità" di acquisizioni di "taglia media" mentre ha escluso l'interesse per banche retail da unire a CheBanca!, che non verrà quotata salvo il caso in cui l'ipo sia funzionale a "una grande operazione". Munizioni per la crescita arriveranno anche dalla vendita del 3% di Generali, che Nagel ha confermato che avverrà "entro il giugno 2019" e che permetterà di fare "un salto in più" al capitale già "molto buono" della banca. "Non discuto con loro le loro strategie", ha detto l'ad di Generali, Philippe Donnet. Le tensioni politiche non hanno "avuto impatto" sull'attività di Mediobanca. Ma il rial- zo dello spread è "un onere in più" per l'Italia, le sue banche e le sue imprese "rispetto alla concorrenza internazione". A Roma, ha avvertito Nagel, "è molto importante riflettere" perché una tensione prolungata sui Btp "lascerà il segno e sarà un elemento di minore competitività". Reduce da un rialzo del 10% dallo scorso 20 luglio, il titolo è stato venduto (-% a euro) nonostante l'apprezzamento degli analisti per i conti e un dividendo generoso che Nagel confida di poter elargire anche "l'anno prossimo".


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