Banche/Padoan: l’Italia interessata a una riduzione rapida delle sofferenze



ROMA. Le banche italiane riducono i prestiti in default, una parte dell'insieme più ampio dei crediti deteriorati su cui la Banca centrale europea sta tentando un giro di vite che provoca nuovi malumori in Italia fino ad evocare un conflitto fra Francoforte e l'Eu- roparlamento. "Se c'è un Paese interessato a una riduzione più rapida e sostenibile possibile delle sofferenze è l'Italia, lo stiamo fa- cendo e stiamo ottenendo risultati" - dice il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan da Lussemburgo - ma "non bisogna aumenta- re troppo (la velocità di riduzione) sennò si rischia di inciampare inutilmente". Se Padoan paventa il rischio di una 'svendita’ degli oltre 300 miliardi di crediti deteriorati italiani, il presidente dell'Europarlamento Antonio Tajani lancia un affondo politico più che di metodo nei confronti della Bce. Con una lettera 'aperta’ al presidente, Mario Draghi, si dice "profondamente preoccupato" per l'iniziativa presa dalla Bce, che rischia di imporre alle banche ulteriori obblighi "senza un appropriato coinvolgimento dei co-legislatori nel processo decisionale". Un invito - quello di Tajani - a garantire le "prerogative" dell'Europarlamento da parte di una Bce che invece rivendica la propria autonomia, conferitale proprio dalla meccanismo di Vigilanza unica votato dai legislatori. Con lo spettro - evocato da Tajani - di una "controversia fra istituzioni" a livello europeo per quello che in Italia è percepito

come un "terremoto", nelle parole del presidente dell'Associazione bancaria Antonio Patuelli. La Commissione Ue proprio oggi presenterà una sua 'roadmap' sulla riduzione degli Npl, iniziativa che potrebbe rallentare la stretta della Bce. Tutto gira attorno al 'calendar provisioning', l'obbligo di svalutare integralmente gli Npl in pancia alle banche dopo un numero prefissato di anni. Tema rovente in Italia. Bankitalia ieri ha reso noto un calo delle sofferenze ad agosto a 172,8 miliardi da 173,6 miliardi del mese prima e 199,66 miliardi di 12 mesi prima. Manonèsuquel dato che si ragiona alla Vigilanza europea a Francoforte: è l'insieme più ampio dei crediti deteriorati, pari a 359 miliardi a giugno in Italia conteggiando le sofferenze complessive (inclusi finanziarie e veicoli finanziari). Il Fmi li stimava a 349 miliardi a fine 2016. Una cifre scesa di alcuni miliardi negli ultimi mesi con cessioni da parte di gruppi bancari importanti. Ma mentre in Italia si ragiona principalmente sulle sofferenze, a Francoforte hanno messo nel mirino i 900 miliardi di Npl complessivi dell'Eurozona, considerati un pericoloso vulnus di fronte alla prossima crisi, cifra monstre di cui le banche italiane hanno in pancia un terzo. E la stretta della Bce (salvo probabili compromessi) finisce per innescare l'ennesimo scontro, proprio quando l'Europa dovrebbe


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