Banche, settimana calda


GOVERNO/DA CESSIONE GOOD BANK A CDA MPS E MOVIMENTI DEL FONDO ATLANTE


ROMA. Primo no ‘di peso’, da parte del ministro Carlo Calenda, al ‘lodo Patuelli’, la proposta di pubblicare le liste dei debi- tori insolventi delle banche, in una setti- mana chiave per iniziare risolvere alcuni dei problemi più urgenti del sistema ban- cario italiano. Mentre Mps dovrebbe av- viare il lavoro concreto sul nuovo piano di ristrutturazione, ad andare in porto do- vrebbe essere invece l’acquisizione da parte di Ubi di 3 delle 4 good bank con il via libera da parte del Fondo di risoluzio- ne che dovrebbe arrivare domani.

Sullo sfondo i movimenti del fondo At- lante, che gioca un ruolo fondamentale per chiudere la partita delle nuove Banca Etru- ria, Banca Marche e Carichieti (per Carife si attende invece Bper) che devono ripuli- re i bilanci per passare all’istituto guidato da Victor Massiah. Il Fon- do dovrebbe proseguire anche con l’impegno sulle 2 banche venete, spostan- dosi sul fronte dei crediti deteriorati, anche se c’è chi non esclude che ci possa essere un rinnovato inte- resse per il maxi-pacchetto di sofferenze di cui si deve liberare Montepaschi. L’istituto ha in programma un Cda a Siena giovedì, nel quale, se sarà varato il de- creto per la garanzia stata- le, dovrebbe arrivare il via libera alla prima tranche diemissioni da 1,5-2 miliardi, parte del pro- gramma di nuove passività da 15 miliardi circa necessario per riportare gradualmente la liquidità ai livelli di fine 2015. In settima- na si chiuderà intanto il ciclo di audizioni sul decreto ‘salva-risparmio’, che consen- te allo Stato di aprire l’ombrello pubblico sul Monte, con l’audizione degli stessi vertici di Siena, di Abi, Consob e Banca d’Italia e della vigilanza Bce. In Senato l’esame si profila rapido e con pochi, sele- zionati, ritocchi. E potrebbe essere in bilico l’introdu- zione di norme volte a favorire la pubbli- cazione dei nomi dei debitori insolventi delle banche in crisi. Dopo la prudenza professata dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, è arrivato infatti il secco ‘no’el ministro dello Sviluppo economico. Per Calenda, infatti, un conto sono le “conni- venze” che, se ci sono state, “vanno pub- blicate e dichiarate”. Altro è mettere in piaz- za chi ha chiesto soldi in prestito e poi non è riuscito, o non sta riuscendo a restituirli: “Il principio - ha sottolineato - è che l’im- prenditore chiede i soldi ed è responsabi- lità della banca vedere se il business plan è buono o no. E’ strano spostare l’onere su chi chiede i soldi”. Il tema potrebbe comunque tornare quando partirà la com- missione d’inchiesta sull’intero sistema del credito, caldeggiata anche dall’ex premier Matteo Renzi. “Non vedo l’ora che parta per fare chia- rezza sulle vere responsabilità, dai politici ai manager ai controllori istituzionali” ha detto il segretario del Pd, tornando a di- fendere l’operazione su Siena e ribadendo che il fondo del Qatar, che doveva essere il perno dell’operazione di mercato su Mps, si è ritirato dopo l’esito negativo del refe- rendum. I tempi perché il Parlamento avvii davvero l’inchiesta, però, non sono così rapidi. Se al Senato è stata accordata la procedura d’urgenza, con il primo via libe- ra in commissione da dare entro il 10 feb- braio, il ddl che la istituisce dovrà poi pas- sare il vaglio dell’Aula e, visto che si tratta di una bicamerale, anche l’esame di Mon- tecitorio. Difficile quindi, spiegano diver- se fonti parlamentari, che possa vedere la luce prima di aprile, anche perché una vol- ta istituita andranno scelti presidenza e componenti.


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