Banche/Sofferenze nette sotto 60 mld, salgono i prestiti



ROMA.La montagna si muove .Per diversi Paesi del Nord Europa non è ancora abbastanza e per alcuni qui in Italia è invece anche troppo e si tratta di 'svendite' ma le 100 banche italiane continuano a ridurre le loro sofferenze. A gennaio, secondo il rappor-

to mensile Abi, le sofferenze nette sono scese sotto la soglia psicologica dei 60 miliardi di euro. Certo le lorde come si legge nelle tabelle 80 di Banca d'Italia sono ancora a 166 miliardi (e ci sono poi le 'inadempienze probabili) ma solo un anno prima, nel gennaio 2017, eravamo a 77 miliardi e altre cessioni, anche di importo rilevante, sono previste nei prossimi mesi e per tutto il 2019.

A riconoscere lo sforzo sono stati nei 60 giorni scorsi anche le istituzioni internazionali tuttavia gli indici sono ancora al di sopra della media Ue e le nuove norme Bce e Ue, quando entreranno a regime seppure in maniera graduale, rischiano di aggravare il quadro se i tempi della giustizia italiana non si accorceranno. Tempi che pesano anche sui prezzi delle cessioni ora attorno al 22% e che fanno gridare appunto alla 'svendita' da parte di sindacati e osservatori oltre che delle stesse banche, a vantaggio di pochi soggetti internazionali. Il mercato prezza infatti il rischio di un recupero di sette anni o più e della frenata di una ripresa economica che è ancora al di sotto della media europea. E a cercare di velocizzare e aiutare gli istituti a cedere gli immobili frutto del recupero doi credito sopno anche le nuove norme che la Banca d'Italia ha messo in consultazione. Si addolciscono i requisiti patrimoniali e i limiti in cambio di programmi certi di dismissione e una gestione più proattiva. Nel frattempo le banche provano a uscire definitivamente dalla crisi grazie al buon andamento dei mutui (+3,2% lo stock segnala l'Abi) e dal ritorno degli investimenti delle imprese che fa aumentare l'1,9% i prestiti alle aziende. Una crescita tuttavia frenata dalla grande disponibilità di cassa delle im- prese che peraltro si sono sganciate dal canale bancario con l'emissione di obbligazioni nonostante spesso gli istituti offrano (almeno a quelle imprese'migliori')finanziamenti a tassi minimi. Il settore bancario è stato anche al centro di un incontro tra i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo con i segretari generali sindacali della categoria per fare il punto sul settore auspicando che ''torni ad esprimere appieno il proprio ruolo costituzionale di sostegno alla crescita”.


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