Bankitalia, a Vicenza nessuna “porta girevole”



“Prima” di Visco dopo il rinnovo. Giovedì l’audizione del capo della Vigilanza Barbagallo in commissione banche

ROMA. Non c'è stato un fenomeno "delle porte girevoli" fra Banca d'Italia e Popolare di Vicenza perché gli ex dipendenti di Via Nazionale assunti da Zonin non "hanno mai fatto ispezioni" all'istituto vicentino, non avevano ricoperto ruoli fondamentali o si erano occupati di vigilanza. Dopo gli attacchi sempre più forti di questi giorni sui media e da diverse forze politiche, la Banca d'Italia uf- ficializza la sua linea di difesa, confermando quanto emerso già nei giorni scorsi da diverse fonti, in vista dell'audizione il 2 novembre del capo della vigilanza alla Commissione d'Inchiesta. I dipendenti assunti a Vicenza avevano così una conoscenza del 'mondo' e delle pratiche della Banca d'Italia, è la tesi di Via Nazionale, ma non si erano occupati della Popolare con un accesso quindi diretto ai dossier riservati degli ispettori della vigilanza. Né, viste le cariche ricoperte nell'istituto centrale, potevano esercita- re una influenza tale presso gli ex colleghi in modo da occultare i trucchi della Popolare, in primis le famigerate «azioni baciate». Bankitalia non lo dice ma pone il dubbio quindi se i tre abbiano sfruttato il loro curriculum per ottenere incarichi con un percorso professionale peraltro lecito. Il tema del passaggio a Vicenza dei tre ex dipendenti: Luigi Amore, Mariano Sommella e Giannandrea Falchi, era stato sollevato prima dai media e poi da ultimo alla Commissione d'Inchiesta sulle banche. Dalla Popolare incarichi erano andati anche all'ex procuratore della città, a funzionari pubblici e della Gdf ma l'affaire del rinnovo di Visco aveva fatto concentrare le critiche proprio sui tre ex di Via Nazionale. Il presidente Casini aveva parlato di 'luci e ombre' per Banca d'Italia e diversi componenti della Commissione avevano puntato il dito sulla 'cattura dei controllori'. Per tutti, se un eventuale reato penale è caduto in prescrizione come ha avvisato il procuratore di Vicenza, resta comunque un problema di opportunità, era l'accusa dei parlamentari. Ora la Banca d'Italia ricorda le carriere dei tre e la normativa vigente (legge, decreto legge e codice etico del- l'istituto). Luigi Amore ha lasciato la Banca nel 1998 e a Vicenza è stato all'audit per due anni, Sommella che pure alla Popolare ha ricoperto incarichi di peso non era mai diventato dirigente a Via Nazionale. Infine Falchi: dopo una lunga carriera all'estero era rientrato in Italia nel 2007 chiamato da Draghi per la carica di Capo della segreteria particolare del Direttorio ma "non ha mai ricoperto ruoli che comportassero assunzione di responsabilità in materia di Vigilanza". Circostanze queste per i tre che escludono appunto una violazione delle norme che regolano i conflitti di interesse e i rapporti fra vigilanti e vigilati. Vedremo se saranno argomenti convincenti per la Commissione. Intanto il governatore Ignazio Visco si è recato al Quirinale per incontrare il presidente Mattarella, suo grande sponsor per la riconferma. Visco avrà la sua prima uscita dal rinnovo del mandato domani, martedì, alla giornata del Risparmio dell'Acri dove terrà un discorso anche il ministro del- l'Economia, Pier Carlo Padoan, davanti a esponenti delle fondazioni e delle banche.


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