Bannon: “Sei licenziato”


CASA BIANCA/DONALD TRUMP SILURA IL SUO DISCUSSO ‘CHIEF STRATEGIST’


NEW YORK. Donald Trump ha cacciato Steve Bannon dalla Casa Bianca. La cla- morosa decisione di allontanare uno dei suoi più fidati consiglieri, il controverso stratega legato agli ambienti dell’estrema destra, è arrivata nel bel mezzo della bufe- ra che sta travolgendo il presidente, accu- sato di un atteggiamento troppo accondi- scendente verso gruppi razzisti e anti-se- miti come il KKK, i neo-nazisti e i suprematisti bianchi.

Ma a far infuriare il tycoon - secondo i retroscena - sarebbe stata in realtà l’inter- vista in cui due giorni fa Bannon lo ha pa- lesemente contraddetto sulla Corea del Nord, affermando che “non esiste nessuna soluzione militare alla crisi”. Grande im- barazzo, con il segretario di Stato Rex Til- lerson e il capo del Pentagono James Mat- tis costretti a correggere il tiro, e a ribadi- re con forza come gli Usa siano più che pronti ad un’azione di forza se il regime di Pyongyang dovesse insistere con le sue provocazioni. Ma le urla rabbiose di Trump, nella sua residenza estiva in New Jersey, avevano già fatto capire a tutti che le ore di Bannon erano contate.

Si chiude così una parabola che ha visto il responsabile della rivista ultraconserva- trice Breitbart catapultato nello Studio Ova- le come uno dei principali consiglieri del presidente. Il tutto in virtù di un forte lega- me di amicizia e di complicità col tycoon. Una scelta però mai digerita dal partito re- pubblicano e all’interno dello stesso staff presidenziale, dove in molti (anche Ivanka Trump e il marito Jared Kushner) hanno sempre temuto l’eccessiva e negativa in- fluenza di Bannon sul Commander in chief.

L’ultimo braccio di ferro è stato quello con il consigliere economico della Casa Bianca Gary Cohn, l’ex di Goldman Sachs che i mercati temono possa abbandonareper sganciarsi da un presidente troppo in- gombrante. Per Wall Street è Cohn l’unica garanzia che l’agenda economica di Trump possa fare davvero dei passi concreti: dal taglio delle tasse, alla deregulation, al ri- lancio delle infrastrutture. Tutte promesse a cui la comunità economica e finanziaria americana ha creduto, con la Borsa di New York che dall’8 novembre scorso (la data dell’elezione del tycoon) è stata protago- nista di una corsa da record. Ora l’effetto Trump sembra svanire. Wall Street (dove la notizia della cacciata di Bannon è stata accolta da urla di giubi- lo) da giorni non vola più, e sembra aver voltato le spalle al presidente. Non si fida più di lui ed è spaventata dalla bufera che lo sta travolgendo e isolando sempre più: nel suo partito, nel mondo delle imprese e nell’opinione pubblica, anche tra molti di quelli che lo hanno votato. L’uscita di Bannon fa tirare un piccolo sospiro di sollievo ai mercati, e Wall Stre- et chiude la settimana recuperando una par- te delle perdite subite col tonfo dei giorni scorsi. Lo spettro di un addio di Cohn sem- bra per ora allontanarsi. Anche perchè - os- servano alcuni commentatori - non è un segreto che Trump gli abbia promesso la presidenza della Fed dopo Janet Yellen, in uscita nel 2018. Ma Cohn vuole lavorare senza più osta- coli provocati da una presidenza finora im- prontata sull’improvvisazione. Con l’obiet- tivo di portare a casa nel 2018 almeno l’an- nunciata ‘rivoluzione’ fiscale. Difficile che in vista delle elezioni di metà mandato qual- cuno in Congresso si opponga a un mas- siccio taglio delle tasse. Ma oramai i repubblicani che vorreb- bero staccare la spina al presidente non si contano più.


AmericaOggi.us Tutti i diritti riservati

Crea un account
e ottieni contenuti esclusivi e molto altro